Mercoledì 4 novembre 2026Anno I · Edizione online

La Pietà di Viterbo: la Madonna che non guarda suo figlio

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Particolare della Pietà di Sebastiano del Piombo: la Vergine a mani giunte con lo sguardo rivolto al cielo

Nelle immagini tradizionali della Pietà la Madonna accoglie in grembo il figlio morto e lo guarda. Nella tavola di Sebastiano del Piombo esposta al Museo dei Portici, a Palazzo dei Priori, non accade nessuna delle due cose. Cristo è disteso sul sudario, lei gli siede davanti con le mani giunte e gli occhi rivolti al cielo. Il museo la indica come un cambiamento significativo rispetto alla tradizione del tema: la Vergine «non tiene in braccio e, soprattutto, non guarda il figlio».

La Pietà di Sebastiano del Piombo per intero: la Vergine seduta, Cristo disteso sul sudario, un paesaggio notturno con la luna
La Pietà per intero. Riproduzione di pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Chi la volle, e quanto c’è di Michelangelo

La tavola fu commissionata da Giovanni Botonti, chierico della Camera Apostolica, per la cappella Botonti nella chiesa di San Francesco alla Rocca. Il museo la data 1512-1516 e ne indica le misure, 247 centimetri per 187; secondo Finestre sull’Arte era terminata entro il maggio del 1516. Botonti è anche il committente della Flagellazione, l’altra tavola di Sebastiano esposta nello stesso museo, nata per la chiesa di Santa Maria del Paradiso.

La domanda più antica su quest’opera è quanto ci sia di Michelangelo. Giorgio Vasari scrisse che Sebastiano la finì «con molta diligenza» e vi dipinse «un paese tenebroso molto lodato», ma che «l’invenzione però et il cartone fu di Michelagnolo». A lungo, ricorda il museo, il quadro è stato così attribuito a Michelangelo, lasciando a Sebastiano l’esecuzione pittorica e il paesaggio: un’ipotesi che il museo definisce «oggi sempre meno accreditata», pur presentando l’opera come realizzata in collaborazione tra i due. All’Albertina di Vienna si conserva un foglio largamente attribuito a Michelangelo, del 1512 circa, con studi di mani e un torso maschile a mani giunte: per Finestre sull’Arte il torso della Vergine nasce da quell’idea.

Il dettaglio da cercare

Vale la pena staccare lo sguardo dalle due figure e guardare il fondo. È notte, c’è la luna piena, il cielo è in tempesta. Sulla sinistra, all’orizzonte, si vede un bagliore rossastro: non un tramonto, scrive Finestre sull’Arte, ma forse un incendio, oppure un’esplosione, come ha sostenuto lo studioso Mauro Lucco. Sulla destra, un lampo annuncia il temporale.

Particolare del paesaggio notturno della Pietà: edifici in rovina, alberi e un bagliore rosso all’orizzonte
Il paesaggio alle spalle della Vergine, con il bagliore all’orizzonte. Foto: Sailko, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Tra quelle ombre, spiega il museo, si intravedono mura civiche e un abitato, con impianti termali e caseggiati rustici. Secondo alcuni studi, il luogo è riconducibile all’attuale area termale di Viterbo.

E la burrasca potrebbe avere un significato tutto viterbese. Secondo la studiosa Costanza Barbieri, citata da Finestre sull’Arte, Sebastiano vi ha inserito il culto della Madonna Liberatrice: nel maggio del 1320 la città superò un violento nubifragio pregando la Vergine, nel 1334 fu istituita la festa, e Botonti ne era molto devoto.

Perché parlarne adesso

Alla fine del 2025 il Museo dei Portici è rimasto chiuso per una campagna di analisi diagnostiche sulle due tavole, con la direzione scientifica di Barbieri, insieme al CNR-INO di Firenze e al Politecnico delle Marche. Da quegli studi nasce «Corpi nel piombo», un programma di danza, musica e teatro. Gli ultimi appuntamenti sono sabato 7 novembre dalle 16 a Palazzo dei Priori, tra piazza del Plebiscito, il cortile e la Sala Petroselli ovest, e domenica 8 novembre alle 16 alla Rocca Albornoz, al Museo Nazionale Etrusco. Il Comune indica l’ingresso libero.

Come vederla

Il Museo dei Portici è a Palazzo dei Priori, in piazza del Plebiscito 14. A novembre e dicembre apre dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, il sabato e la domenica dalle 10 alle 18. È chiuso il martedì e l’ultimo ingresso è un’ora prima della chiusura. Secondo la pagina del Comune, aggiornata a gennaio 2026, il biglietto intero costa 8 euro e il ridotto 6. L’ingresso è gratuito per i residenti a Viterbo, per i bambini sotto i 12 anni e per le persone con invalidità superiore al 74%.

Dove si trova
  • 1Museo dei Portici, Palazzo dei Priori — Piazza del Plebiscito 14

Sulla città si può votare anche nel sondaggio di Cronaca di Viterbo.

Fonti: Museo dei Portici, schede delle opere e orari; Comune di Viterbo, pagina di Palazzo dei Priori, note del 28 novembre e del 5 dicembre 2025, programma di «Corpi nel piombo»; Finestre sull’Arte, articolo di Federico Giannini del 18 aprile 2021.

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Articolo di Redazione

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