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Fontana Grande, iniziato il restauro dopo ottocento anni: ma di notte la piazza resta al buio

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Da marzo è in corso il restauro conservativo della Fontana Grande di Viterbo, il monumento più antico e amato della città, avvolto dalle impalcature che stanno lentamente restituendo alla vista i dettagli scolpiti quasi ottocento anni fa. Ma un problema resta irrisolto: di notte, la fontana più bella di Viterbo è praticamente invisibile.

Un cantiere da circa 120mila euro

I lavori sono partiti il 9 marzo, affidati a una ditta locale specializzata in restauro artistico, per un importo complessivo di circa 120mila euro. L’intervento — preceduto da mesi di rilievi laser per mappare lo stato dei materiali lapidei — punta a consolidare la pietra e a ripulire i segni del tempo che negli anni hanno opacizzato la struttura originale. È il primo restauro di questa portata a memoria d’uomo per la fontana.

Il cantiere di Fontana Grande fa parte di un piano più ampio: la sindaca Chiara Frontini aveva promesso in campagna elettorale il restauro di due fontane storiche l’anno, un impegno rallentato dal peso dei progetti PNRR. La fontana di Piazza Dante (San Giovanni in Zoccoli) è già stata recuperata; quella di Piazza delle Erbe è la prossima in programma.

Capitello scolpito di Fontana Grande
Uno dei capitelli scolpiti della fontana, ripulito durante il restauro.

Ottocento anni di storia, e una copia arrivata fino in Grecia

Fontana Grande — chiamata anche Fontana del Sepale — fu costruita nel 1212 su incarico del Comune dai maestri Pietro e Bertoldo di Giovanni, i cui nomi compaiono ancora nell’epigrafe della vasca inferiore. È la fontana più antica e imponente di Viterbo, un vero e proprio monumento cittadino prima ancora che un’opera idraulica: gotica nelle decorazioni e nella guglia terminale, romanica nell’impianto strutturale, fu rimaneggiata già nel 1217; le fistole bronzee con gli stemmi delle famiglie Gatti e Orsini, che si affacciano sulla vasca, risalgono al Trecento. Ancora oggi è alimentata dall’acqua di un antico acquedotto romano, la stessa che sgorga da otto secoli.

Pochi sanno che ne esiste una copia, in scala ridotta, a Rodi, in Grecia: si trova in piazza Eleftherias, vicino al porto di Mandraki, costruita nei primi decenni del Novecento durante il periodo del dominio italiano sul Dodecaneso. Un dettaglio che dice molto di quanto Fontana Grande fosse considerata, già un secolo fa, un simbolo riconoscibile dell’architettura viterbese da esportare all’estero — eppure a Viterbo, la sera, quello stesso monumento fatica a farsi notare.

Copia di Fontana Grande a Rodi, piazza Eleftherias
La copia di Fontana Grande a Rodi, in piazza Eleftherias, con la chiesa dell’Annunciazione e il porto di Mandraki sullo sfondo.

Il problema dell’illuminazione

Illustrazione di piazza Fontana Grande di notte
Immagine generata con intelligenza artificiale, non una fotografia: illustra come la piazza appaia di sera, con la fontana quasi persa nel buio rispetto alle insegne dei negozi circostanti.

Restaurare la pietra, però, non basta se poi il monumento resta al buio. Non è un’impressione isolata: da tempo i viterbesi si interrogano sul perché il centro storico sia così poco illuminato la sera, tra lampioni fiochi e punti luce insufficienti a valorizzare piazze e facciate. Fontana Grande, che potrebbe essere uno dei punti più suggestivi della città con un’illuminazione scenografica adeguata — come già avviene altrove, penso a Villa Lante, riaperta di recente anche in versione notturna — resta invece quasi invisibile una volta calato il sole, proprio nella piazza che porta il suo nome.

Il restauro appena avviato è l’occasione giusta per affrontare anche questo: un monumento di ottocento anni che torna splendente di giorno merita di restare protagonista anche di notte, non di sparire nel buio a poche ore dal tramonto.

Illustrazione di Fontana Grande illuminata di notte
Immagine generata con intelligenza artificiale, non una fotografia: una simulazione di come potrebbe apparire la fontana con un’illuminazione scenografica dedicata.

C’è di più: una piazza Fontana Grande valorizzata — pulita, illuminata, con la fontana finalmente protagonista anche di sera — potrebbe diventare un vero e proprio punto nevralgico della città, tappa fissa delle passeggiate serali e non solo un crocevia di passaggio. Non è un monumento qualunque: è la fontana più antica di Viterbo, abbastanza importante da essere stata riprodotta fino in Grecia, eppure oggi resta ai margini dei percorsi turistici del centro dopo il tramonto. Un’illuminazione adeguata potrebbe restituirle il ruolo che, per storia e bellezza, le spetterebbe.

Fonte: Comune di Viterbo, atti e comunicazioni sul piano di restauro delle fontane storiche cittadine.

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