Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore, scritta dopo il discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, il 24 settembre.
Per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite, un criminale di guerra, ricercato, si è rivolto alle Nazioni Unite. Minacciando anche alcuni degli astanti, insultandoli pure. Perché questo è successo.
E l’ho ascoltato il discorso.
Il discorso di un criminale.
Un criminale che è passato sui nostri cieli senza che nessuno fiatasse.
Un criminale che ha chiamato vigliacchi quelli che si sono rifiutati di ascoltarlo, di sentire quelle menzogne, dove ci salva tutti, dove ci difende, dove arriva a far vedere a chi lo contesta il cercapersone, ricordando l’attacco terroristico coordinato avvenuto il 17 e 18 settembre 2024 in Libano, che ha visto l’esplosione simultanea di migliaia di dispositivi.
Un criminale che ha usato un palco per chiamare il sindaco di una città, che non ha mai ucciso nessuno, antisemita.
Io le ho ascoltate quelle parole.
Non ho mai provato così tanto disgusto per l’umanità come ieri.
La tracotanza, la boria, la presunzione, la crudeltà.
Le bugie.
E non sono a favore di nessun ente terroristico organizzato come non ce l’ho con nessun cittadino del suo paese, ma mi chiedo come sia possibile che questo signore possa tutto. Putin, ricercato, non parla all’ONU. Questo “signore” lo può fare.
Me lo chiedo, eh.
Provo ribrezzo per questa gente.
Per lui e per tutta quella gente, che considera la vita altrui meno importante della loro.
E ci ripensavo, pochi giorni fa, quando qualcuno si indignava per i funerali a Mladic, il mostro di Srebrenica. 8mila morti. Mentre con questo signore, noi ci parliamo ancora. Siamo di fronte a qualcuno che ha ordinato uno sterminio sistematico di un popolo, delle sue generazioni future, che impedisce impunemente ogni sollievo ad una popolazione innocente.
Che ha fatto uccidere 20 mila bambini.
Noi con questa gente ci facciamo accordi commerciali.
Noi con questa gente ci campiamo.
Campiamo coi criminali.
Come campiamo con gli evasori.
La notizia di ieri è nota, ma è stata palesemente offuscata dal distrattore.
Il tema è “Stranieri nelle scuole”.
Quindi il rapporto sull’IRPEF non è nemmeno una notizia.
In Italia il peso del carico fiscale è quasi tutto su poco più di metà della popolazione.
Le medie dei redditi lordi dichiarati da categorie come ristoratori e discoteche sono ridicole. 9 milioni di persone non versano nulla.
Ma gli evasori votano.
E quindi di loro non si parla.
Anzi, gli si fanno regali.
E quelli che parlavano di famiglie nel bosco hanno scritto pure che se non parli l’italiano bene ti toglieranno i figli.
Gli stessi.
Quelli che ci hanno fornito un premier che va ad una sfilata di moda mentre il mondo si ritrova al palazzo di vetro.
Lettera firmata
Nota della redazione: non è la prima volta che Benjamin Netanyahu parla all’Assemblea generale delle Nazioni Unite da ricercato. Lo aveva già fatto il 26 settembre 2025, dieci mesi dopo il mandato d’arresto emesso nei suoi confronti dalla Corte penale internazionale nel novembre 2024.
Foto in apertura: l’aula dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York. Patrick Gruban, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons.





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