Dal 15 settembre i bambini della scuola primaria La Quercia fanno lezione all’istituto Cardinal Ragonesi. Il loro edificio, in viale Trieste, deve essere messo in sicurezza: la Giunta comunale, nella delibera 270 dell’11 settembre, parla di «interventi di messa in sicurezza dei solai»; il progetto approvato il 24 settembre di «adeguamento alla normativa antincendio e messa in sicurezza d’urgenza». Costa 200 mila euro, pagati con i fondi del PNRR. Quando i bambini torneranno nella loro scuola, negli atti del Comune non è scritto.
E gli altri edifici scolastici della città? Il ministero dell’Istruzione pubblica un’anagrafe con i certificati di ogni edificio scolastico: l’abbiamo letta, anno per anno, e l’abbiamo incrociata con i dati sui lavori finanziati dal PNRR. La risposta che danno i documenti è meno netta di quanto sembri.
La Quercia: 200 mila euro, nessuna data
I soldi per La Quercia sono arrivati ad aprile, con lo scorrimento di una graduatoria del ministero per l’adeguamento antincendio e la messa in sicurezza urgente delle scuole (decreto 29 del 20 aprile 2026). L’accordo di finanziamento è stato firmato dalla sindaca il 30 giugno e dal ministero il 5 luglio; il progettista è stato incaricato il 3 settembre, dodici giorni prima dell’inizio delle lezioni. Il progetto esecutivo è arrivato in Comune il 23 settembre, è stato validato lo stesso giorno e approvato il giorno dopo. Dei 200 mila euro, 144.849 sono per i lavori.
Il trasloco ha i suoi costi, pagati dal bilancio comunale: 30 mila euro prenotati per il trasporto scolastico verso la sede provvisoria e 6.300 euro per trasferire gli arredi. Per lo scuolabus le domande sono state 39, i posti 24 (ne abbiamo scritto qui). Sulla durata gli atti non danno una data: le regole dello scuolabus valgono «per il periodo di temporanea dislocazione» e cessano «con il ripristino della sede ordinaria»; l’ordinanza sulla sosta davanti al Cardinal Ragonesi resta in vigore «fino a cessata necessità».
Cosa dice l’anagrafe del ministero
L’anagrafe dell’edilizia scolastica raccoglie, per ogni edificio che ospita una scuola statale, l’anno di costruzione, la zona sismica e i documenti di sicurezza: il certificato di agibilità, quello di prevenzione incendi, il collaudo statico. Secondo la scheda del ministero, i dati «sono caricati dagli Enti locali proprietari o gestori degli edifici»: a Viterbo il Comune per le scuole dell’infanzia, le elementari e le medie, la Provincia per le superiori. L’ultimo anno pubblicato è il 2024/25.
A Viterbo gli edifici sono 41. Per nessuno la voce «certificato o segnalazione di agibilità» riporta «sì»: è «no» per 40 e «non definito» per uno. Il certificato di prevenzione incendi risulta per due edifici, la segnalazione certificata antincendio per altri due. Il documento di valutazione dei rischi risulta per 40 edifici, il piano di evacuazione per 39.
Un «no» nell’anagrafe non vuol dire che un edificio sia inagibile. Vuol dire che nella scheda caricata dall’ente il documento non risulta: può mancare il certificato, o può mancare l’aggiornamento della scheda. I dati da soli non permettono di distinguere i due casi. Quello che dicono con certezza è come Viterbo si colloca rispetto al resto d’Italia, sulla stessa fonte.
Edifici scolastici con l’agibilità e con il certificato antincendio
Quota degli edifici delle scuole statali per cui l’anagrafe del ministero riporta «sì» alla voce certificato o segnalazione di agibilità e alla voce certificato di prevenzione incendi, anno scolastico 2024/25
- agibilità
- prevenzione incendi
Per La Quercia, costruita nel 1972 in zona sismica 2, la scheda riporta il collaudo statico, ma non l’agibilità, né il certificato di prevenzione incendi, né un adeguamento o un miglioramento sismico.
Cinque edifici con l’agibilità, poi nessuno
Non è sempre stato così. Nell’anagrafe del 2020/21 gli edifici scolastici di Viterbo con l’agibilità erano cinque su 42, e sette quelli con il certificato di prevenzione incendi. Quattro dei cinque ospitano scuole superiori: la palazzina A dell’istituto Orioli in via Villanova e un’altra sua sede, in via Cesare Pinzi, le succursali del liceo Santa Rosa in via del Palazzaccio e del liceo Buratti in largo Don Alceste Grandori. Il quinto è la scuola dell’infanzia di via del Carmine.
Nell’edizione dell’anno dopo, il 2021/22, l’agibilità non risulta più per nessun edificio e i certificati antincendio scendono a due. Da allora, per agibilità e antincendio, i numeri di Viterbo non si muovono: zero e due anche nel 2022/23, nel 2023/24 e nel 2024/25, e le ultime due edizioni sono identiche riga per riga. L’anagrafe non spiega perché i «sì» siano spariti: se i certificati siano scaduti, se siano stati tolti o se sia cambiato il modo di compilare la scheda.
A Viterbo, cinque edifici con l’agibilità. Poi nessuno
Edifici scolastici del comune per cui l’anagrafe riporta «sì», nelle edizioni consultate
- agibilità
- prevenzione incendi
Le schede di sicurezza del 2023/24 e del 2024/25 sono identiche, riga per riga.
I lavori del PNRR
Nei dati pubblici sul PNRR, estratti il 13 giugno 2026, gli interventi sugli edifici scolastici localizzati a Viterbo sono diciannove: otto del Comune e undici della Provincia. Valgono 29,1 milioni di euro, di cui 21,8 del PNRR. Dieci risultano conclusi, nove in corso.
Diciannove cantieri PNRR nelle scuole della città
Interventi sugli edifici scolastici localizzati nel comune di Viterbo, per importo del finanziamento PNRR
- concluso
- in corso
In totale 21,8 milioni di euro di fondi PNRR, su interventi che valgono 29,1 milioni. Non c’è La Quercia: il finanziamento è di aprile 2026 e nei dati di giugno non compare ancora.
I più grandi sono della Provincia e riguardano le strutture di due licei: 5 milioni per l’adeguamento statico e il miglioramento sismico del Buratti in via Carletti, 4,1 milioni per il consolidamento del Ruffini in via della Verità. Per entrambi, a giugno, la fine era prevista entro l’estate. Un caso a parte è la palazzina A dell’Orioli, in via Villanova: 528 mila euro per l’adeguamento statico, fine prevista il 5 settembre 2023, e a giugno 2026 ancora nella fase di esecuzione dei lavori.
Uno degli interventi ha l’agibilità nel nome: 500 mila euro del PNRR, con la Provincia come ente attuatore, per la manutenzione straordinaria della palazzina A dell’istituto Savi, in via Capocci, «finalizzata all’ottenimento del certificato di agibilità»: i lavori risultano conclusi il 1° giugno 2026. Se il certificato sia arrivato, l’anagrafe del ministero, ferma al 2024/25, non può ancora dirlo.
Il finanziamento PNRR più alto fra quelli del Comune è per l’edificio di via Vetulonia 44, che ospita la scuola media Fantappiè e l’elementare Concetti: 3,4 milioni per la messa in sicurezza, di cui 1,8 del PNRR, in fase di collaudo a giugno. Sullo stesso codice di progetto, OpenCoesione, la banca dati pubblica sui fondi di coesione, registra anche una quota di 177.847 euro del Fondo sviluppo e coesione 2007-2013, nel piano sviluppo e coesione del ministero dell’Istruzione: al 30 giugno 2026 il progetto vi risulta «non avviato», con zero euro pagati e una fine prevista al 31 dicembre 2020.
Cosa i documenti non dicono
Gli atti e i dati pubblici non dicono quando La Quercia riaprirà: il cronoprogramma è fra gli elaborati del progetto esecutivo, che non è pubblicato. Non dicono se i nove interventi PNRR in corso a giugno siano finiti, anche se le loro date previste sono tutte passate. E non dicono quanti edifici scolastici di Viterbo abbiano oggi un certificato di agibilità: l’unica fonte pubblica che lo registra edificio per edificio è compilata dagli stessi enti che dovrebbero rilasciarlo, e per Viterbo è identica nelle ultime due edizioni.
Le domande sulla sicurezza delle scuole erano già in questo articolo. Voi cosa sapete dell’edificio in cui studiano i vostri figli? Potete dirlo nel sondaggio qui sotto e in quello della settimana su cronacadiviterbo.it/sondaggi.
Foto: il liceo scientifico Paolo Ruffini nel 2017, prima dei lavori di consolidamento (Aculb, Wikimedia Commons, pubblico dominio).
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