Partono i lavori per rifare l’asfalto in diverse strade del capoluogo. Il Comune di Viterbo ha firmato tre ordinanze che regolano traffico e sosta nei tratti interessati: due riguardano i lotti della riqualificazione delle pavimentazioni aggiudicati ad agosto, la terza un intervento a parte su strada Bagni.
I cantieri procedono per fasi successive: non tutte le strade saranno chiuse insieme. Nei tratti di volta in volta interessati scatta il divieto di sosta con rimozione su entrambi i lati, con restringimento della carreggiata, senso unico alternato dove previsto e, se necessario, chiusura al transito. La segnaletica sarà posata dalle imprese almeno 48 ore prima di ogni intervento.
Quadrante nord, dal 12 ottobre
Lavori affidati a Ortana Asfalti, dalle 7 di lunedì 12 ottobre con fine prevista l’8 aprile 2027: via Garbini, strada Castiglione, strada Teverina, circonvallazione Almirante, via San Camillo de Lellis e via Falcone e Borsellino.
Quadrante sud-ovest, dal 12 ottobre
Lavori affidati a Conglovit, con le stesse date: viale Raniero Capocci, strada Pontesodo, via Vico Squarano e piazza Atleti Azzurri d’Italia.
Strada Bagni, dal 20 ottobre
Manutenzione straordinaria affidata alla Nuova Mondial Strade 78 di Soriano nel Cimino, dalle 7 di martedì 20 ottobre fino al 18 dicembre, con divieto di sosta, senso unico alternato e, se serve, chiusura al traffico.
Dove il senso unico alternato lo richiede, il traffico sarà regolato da movieri o da semafori mobili. Eventuali percorsi alternativi saranno concordati di volta in volta con la Polizia locale. Le date di fine sono quelle previste dalle ordinanze, «e comunque fino a cessata necessità»: il consiglio è di fare attenzione ai cartelli nei due giorni prima dei lavori, perché le auto lasciate nei tratti vietati verranno rimosse.
Fonte: Albo pretorio del Comune di Viterbo — ordinanze dirigenziali n. 696, 697 e 698 del 09/10/2026 (reg. 5418, 5419 e 5420/2026).
In apertura, una vibrofinitrice per la stesa dell’asfalto (immagine di repertorio). Foto: Dominicus Johannes Bergsma, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.





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