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Campoboio, muro ed edifici a rischio crollo: la sindaca ordina alla proprietà di metterli in sicurezza

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Muro in pietra grigia con crepe, edera e pietre cadute alla base, delimitato da un nastro bianco e rosso (immagine di repertorio)

Un muro perimetrale in pessime condizioni e, al suo interno, edifici con solai e porzioni di tetto crollati o in procinto di crollare. È la situazione descritta dall’ordinanza sindacale n. 49 del 9 ottobre 2026, con cui la sindaca Chiara Frontini ordina alla società proprietaria dell’area compresa tra piazza Campoboio, via Santoro e via Campoboio di eliminare lo stato di pericolo.

Una vicenda aperta dal 2024

L’atto ricostruisce i passaggi precedenti. I Vigili del fuoco sono intervenuti più volte per verificare la stabilità del muro e il degrado degli edifici: l’ultimo rapporto citato è del 23 aprile 2024. Il 18 maggio 2024 il settore Lavori pubblici del Comune aveva diffidato la proprietà a installare protezioni contro il distacco di parti in pietra, a far redigere una relazione tecnica sulla sicurezza e a eseguire gli interventi di ripristino o demolizione necessari.

Secondo l’ordinanza, a oggi la proprietà non ha comunicato l’esecuzione dei lavori e un sopralluogo ha accertato che gli interventi non sono stati fatti. Nel frattempo continuano ad arrivare segnalazioni di crolli di materiale all’interno della proprietà, di vegetazione infestante e di ingressi di sconosciuti nelle aree. La Prefettura, con una nota del 22 settembre 2026, ha preso atto della necessità di un’ordinanza.

Cosa prevede l’ordinanza

  • entro dieci giorni dalla notifica, tutti gli interventi di messa in sicurezza cautelativi e temporanei;
  • entro trenta giorni, l’avvio, con un tecnico qualificato, del ripristino delle condizioni di sicurezza del muro e di una verifica più accurata della stabilità di tutti gli edifici;
  • entro i trenta giorni successivi, il completamento dei lavori, con le relative attestazioni tecniche.

Se l’ordinanza non verrà rispettata, l’atto richiama le sanzioni previste dall’articolo 650 del codice penale e la possibilità per il Comune di eseguire i lavori d’ufficio, a spese della proprietà. La fine dei lavori andrà comunicata ai Vigili del fuoco, alla Polizia locale e al settore Lavori pubblici.

Le scadenze fissate dall’atto danno ora tempi certi a una situazione ferma da oltre due anni. Non è il primo immobile in cattive condizioni di cui ci occupiamo: ad agosto avevamo raccontato il tetto ceduto di Palazzo Donna Olimpia.

Fonte: Albo pretorio del Comune di Viterbo — Ordinanza sindacale n. 49 del 09/10/2026 (reg. 5428/2026), consultabile sull’albo pretorio online. Immagine di repertorio, non raffigura l’area dell’ordinanza.

Articolo di Redazione

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