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Viterbo, «I Pirati della Bellezza» riaccendono il dibattito: un evento necessario in un’offerta culturale da potenziare

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Il logo del festival I Pirati della Bellezza, festival della parola e del pensiero

In una realtà cittadina in cui l’offerta culturale fatica spesso a trovare continuità e spazi di respiro nazionale, il ritorno di un evento consolidato rappresenta sempre una notizia di rilievo. Dal 21 al 30 ottobre Viterbo ospiterà la sesta edizione de «I Pirati della Bellezza», il festival della parola e del pensiero diretto da Carlo Galeotti.

L’edizione 2026 mette al centro un fil rouge di profonda urgenza civile e sociale: «L’altra metà del cielo». Tutti gli appuntamenti si terranno a partire dalle ore 18:00 presso gli spazi culturali del capoluogo, alternandosi tra la sede di Unindustria Viterbo e il Centro Culturale della Fondazione Carivit a Valle Faul.

Un percorso tra memoria, diritti e futuro

Al centro del cartellone di quest’anno c’è la volontà di esplorare la complessità del presente attraverso il contributo di grandi firme del panorama culturale italiano. Il focus sull’universo femminile vedrà, ad esempio, Serena Dandini raccontare le storie di donne straordinarie che hanno ridefinito settori storicamente maschili come la scienza e la fisica, mentre un grande divulgatore come Paolo Mieli guiderà il pubblico nella necessità di rileggere la storia con maggiore consapevolezza.

Il dibattito si sposterà poi sull’analisi critica delle istituzioni e dell’informazione. Politica e cronaca si intrecceranno con gli interventi di Antonio Di Pietro, incentrato su come migliorare l’efficienza della giustizia italiana, e di Gaia Tortora, che analizzerà l’impatto dei media sulle vicende giudiziarie e le pesanti ripercussioni emotive sulle famiglie coinvolte.

Non mancheranno i momenti dedicati all’introspezione e alla modernità: la scrittura intima di Margaret Mazzantini esplorerà la letteratura come viaggio nell’anima, lo storico Giordano Bruno Guerri approfondirà la carica di rottura del Futurismo, mentre il filosofo Gino Roncaglia offrirà una riflessione etica sulle frontiere e i rischi dell’intelligenza artificiale.

L’iniziativa del «Libro Sospeso»: al termine di ciascun incontro, le copie dei volumi presentati verranno distribuite gratuitamente ai partecipanti fino a esaurimento, un incentivo concreto alla lettura e alla partecipazione.

Un’eccezione che dovrebbe diventare la regola

Se da un lato il festival dimostra che è possibile portare a Viterbo dibattiti di caratura nazionale a ingresso libero, dall’altro accende inevitabilmente i riflettori su un limite strutturale del territorio. In una città che sconta storicamente una progettazione culturale a singhiozzo e una carenza di appuntamenti capaci di attrarre l’interesse dei non addetti ai lavori, manifestazioni come «I Pirati della Bellezza» rischiano di rimanere oasi isolate.

L’auspicio è che eventi di questa portata non restino episodi sporadici nel calendario cittadino, ma stimolino le istituzioni e le realtà locali a investire su una programmazione più stabile e diffusa. Di occasioni di confronto e di stimolo culturale, a Viterbo, ce ne sarebbe decisamente bisogno tutto l’anno.

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