Sotto il nostro articolo sulla necropoli di Castel d’Asso, un lettore ha scritto che la Viterbo archeologica è sconosciuta, che nessuna amministrazione locale ci ha mai costruito sopra i propri programmi, e ha chiesto: perché? Per rispondere siamo partiti dai numeri: quanti visitatori hanno i luoghi etruschi della città, chi se ne occupa, quali fondi pubblici sono arrivati e che cosa scrive il Comune nei suoi documenti.
Il museo etrusco: 11 mila visitatori in un anno
L’unico luogo archeologico di Viterbo con un conteggio ufficiale dei visitatori è il Museo nazionale etrusco della Rocca Albornoz, che dipende dalla Direzione regionale Musei nazionali del Lazio. Nel 2024, l’ultimo anno pubblicato dall’Ufficio di statistica del ministero della Cultura, ha avuto 11.157 visitatori. I biglietti pagati sono stati 2.952: quasi tre ingressi su quattro sono stati gratuiti.
Non è un anno storto. Nelle tavole del ministero, dal 2015 a oggi, il museo è sempre rimasto fra 9 e 13 mila visitatori l’anno, con l’eccezione degli anni del Covid: 2.437 nel 2020 e 5.331 nel 2021. I biglietti pagati, sempre esclusi quei due anni, sono stati fra 2.800 e 4.200 l’anno: il resto sono ingressi gratuiti.
Museo della Rocca Albornoz, visitatori anno per anno
pagantiingressi gratuiti
Il 2020 e il 2021 sono gli anni delle chiusure per il Covid. Dal 2023 il ministero conta a parte il biglietto unico Villa Lante–Museo etrusco (890 visitatori paganti nel 2024), che qui non è incluso. Fonte: ministero della Cultura, Ufficio di statistica, visitatori di musei, monumenti e aree archeologiche statali 2015-2024 (tavola 7).
Il confronto con i luoghi vicini dà la misura. Nello stesso comune, Villa Lante a Bagnaia ha avuto 130.730 visitatori nel 2024. A Tarquinia il circuito del Museo archeologico nazionale e della necropoli dei Monterozzi ne ha contati 93.630, a Cerveteri quello del museo e della necropoli della Banditaccia 58.809. Le necropoli di Tarquinia e Cerveteri sono patrimonio Unesco dal 2004.
Visitatori nel 2024
Per Tarquinia e Cerveteri, i visitatori del biglietto unico museo e necropoli, sommando i biglietti emessi nelle due sedi. Ferento, Castel d’Asso, Acquarossa e Musarna non hanno un conteggio ufficiale. Fonte: ministero della Cultura, Ufficio di statistica, visitatori dei musei statali 2024 (tavola 7).
I siti all’aperto: nessuno li conta
Castel d’Asso, Acquarossa e Musarna non compaiono in nessuna delle tavole dei visitatori del ministero dal 2015 al 2024. Ferento c’è solo nei primi due anni, con 1.868 visitatori nel 2015 e 3.277 nel 2016, poi esce dalle tavole: per questi luoghi, oggi, un dato ufficiale non c’è. Le schede pubbliche li collegano alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, ma fra i siti archeologici elencati sul sito della Soprintendenza, da Vulci a Tuscania, nessuno è nel comune di Viterbo.
Una parte importante del lavoro sul posto la fa Archeotuscia. In una nota pubblicata sul sito del Comune, all’associazione Archeotuscia viene riconosciuta un’azione «di gestione e salvaguardia di importanti siti archeologici, come l’antica città di Ferento e la necropoli di Castel d’Asso».

Anche le informazioni per chi vuole andarci sono poche. La scheda del ministero su Castel d’Asso, aggiornata l’ultima volta nel dicembre 2020, segna il sito come chiuso tutti i giorni, mentre il Comune lo indica ad accesso libero. Quella su Ferento è ferma al gennaio 2023. Per Acquarossa e Musarna non ci sono orari di apertura pubblicati: a Musarna gli scavi sono ripresi nell’estate 2024, e lo scorso novembre la Soprintendenza ha annunciato una visita guidata gratuita al sito.

I fondi: niente dal Pnrr, due interventi del ministero
Il programma Caput Mundi del Pnrr, legato al Giubileo, ha assegnato alla Soprintendenza di Viterbo 17,4 milioni di euro per 26 interventi, fra cui l’antica città di Castro, la necropoli rupestre di Sutri e il Gran Carro di Bolsena. Nel comune di Viterbo ce n’è uno solo: 500 mila euro per il restauro e la valorizzazione della chiesa di Santa Maria delle Fortezze. Ferento, Castel d’Asso, Acquarossa e Musarna non sono nella lista.
Il Comune di Viterbo non compare nemmeno nella graduatoria 2023 del bando regionale per la valorizzazione dei luoghi della cultura. E fra i progetti di cultura e turismo con sede a Viterbo registrati da OpenCoesione, la banca dati pubblica sui fondi europei e nazionali, nessuno riguarda i siti archeologici: ci sono la Torre civica, la chiesa degli Almadiani, il Teatro dell’Unione.
Nei programmi del ministero della Cultura, invece, qualcosa c’è. Il decreto del 31 gennaio 2025 sulla programmazione 2025-2027 assegna 950 mila euro alla messa in sicurezza e al restauro della Tomba Lattanzi, nella necropoli di Norchia. Il programma triennale dei lavori pubblici approvato il 29 aprile 2025 prevede per Ferento 660 mila euro nel 2026: 300 mila per la tomba degli Arptha e 360 mila per la zona delle terme e della domus. Sono somme programmate, non ancora spese.
Che cosa scrive il Comune
Il problema, il Comune lo mette nero su bianco. Nel Documento unico di programmazione 2026-2028 si legge che il turismo «rappresenta il tema chiave per lo sviluppo di Viterbo», ma che i benefici portati finora all’economia locale «sono di gran lunga inferiori alla qualità dell’offerta culturale, storica e ambientale». La causa principale, secondo il documento, è la «carenza di identità» della città, che non riesce ad attrarre un pubblico preciso.
Fra gli obiettivi, il Documento indica di valorizzare e promuovere «i siti archeologici etruschi presenti sul territorio del Comune (Ferento, Norchia, Castel D’Asso e Poggio Giudio)», di creare un’organizzazione che coordini il turismo in città e di rafforzare il biglietto unico Mu.Vi., che collega i musei cittadini e dovrebbe includere anche il Museo della Rocca Albornoz e Villa Lante. Il testo però non indica somme destinate ai siti archeologici.

I documenti, dunque, rispondono solo in parte alla domanda del lettore. I siti ci sono e il Comune li considera una risorsa, ma i visitatori contati sono pochi, le informazioni ufficiali per visitarli sono vecchie e nei programmi di finanziamento più recenti ci sono solo due interventi, a Norchia e a Ferento. Nelle prossime settimane chiederemo a Comune e Soprintendenza che cosa è previsto per Ferento, Castel d’Asso e gli altri siti.
Se volete andarci
Ecco che cosa dicono oggi le fonti ufficiali. Dove le informazioni non coincidono, conviene telefonare prima di partire.
- Museo nazionale etrusco della Rocca Albornoz, piazza della Rocca. Aperto da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30, ultimo ingresso alle 18.30; chiuso il lunedì. Biglietto intero 7 euro, 2 euro dai 18 ai 25 anni; ingresso gratuito la prima domenica del mese, il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre.
- Ferento, sulla provinciale Teverina all’altezza del chilometro 8. Le aperture si fanno in collaborazione con l’associazione Archeotuscia; il lunedì è chiuso. Gli orari cambiano con la stagione e in alcuni periodi serve la prenotazione: prima di andare conviene chiamare l’associazione al 328 775 0233.
- Castel d’Asso, dalla provinciale Tuscanese, seguendo le indicazioni per via Procoio. Il Comune indica la necropoli ad accesso libero.
- Acquarossa, sul colle di San Francesco, di fronte a Ferento. Non sono pubblicati orari di apertura; il ministero ha annunciato un’apertura straordinaria nel settembre 2021.
- Musarna. Anche qui non ci sono orari pubblicati: le visite si fanno in occasioni particolari, come quella guidata del novembre 2025. Per informazioni: archeomusarna@gmail.com.
Fonti: ministero della Cultura, Ufficio di statistica, visitatori di musei, monumenti e aree archeologiche statali 2015-2024; schede dei luoghi della cultura del ministero; Direzione regionale Musei nazionali del Lazio; Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale; ministero del Turismo, elenco degli interventi Caput Mundi; Regione Lazio, graduatoria 2023 dell’avviso per la valorizzazione dei luoghi della cultura; OpenCoesione, dati al 30 giugno 2026; Comune di Viterbo, Documento unico di programmazione 2026-2028 e schede dei luoghi; associazione Archeotuscia. Consultati il 14 ottobre 2026.
Aggiornato il 15 ottobre 2026: aggiunti i fondi programmati dal ministero della Cultura per Norchia e Ferento.





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