Dopo il nostro articolo sulla Viterbo etrusca che resta in ombra, un lettore ci ha scritto per segnalarci altri luoghi fra Viterbo, Vetralla e Blera: San Giovenale, Castellina Cammerata, il Cerracchio, Luni sul Mignone. E ci ha mandato la foto di un pannello del «Progetto Mirabilia» alla necropoli di Castellina Cammerata, chiedendoci che cosa fosse. Lo ringraziamo. Abbiamo controllato, sito per sito, che cosa dicono le pagine del ministero della Cultura, chi ha scavato e quando, e quali fondi pubblici sono in programma.
«Chiuso» tutti i giorni, su schede ferme al 2020
Il ministero della Cultura pubblica una scheda per ogni luogo della cultura statale, con indirizzo, contatti e orari. Per le necropoli di San Giovenale e Terrone, a Blera, la cui scheda comprende anche Castellina Cammerata, per Norchia e per Castel d’Asso l’orario è lo stesso: «Chiuso» dal lunedì alla domenica, con la prenotazione «non richiesta». Le tre schede sono state aggiornate l’ultima volta nello stesso giorno, il 18 dicembre 2020.
Le altre dicono cose diverse. Grotta Porcina, a Vetralla, è indicata come «liberamente accessibile» tutti i giorni, con un aggiornamento del 24 marzo 2022. Ferento ha un orario dal martedì alla domenica, ma la sua scheda è ferma al 10 gennaio 2023. Per Musarna, Acquarossa, Luni sul Mignone e il Cerracchio non abbiamo trovato schede di visita del ministero.
Una scheda ferma da quasi sei anni non dice com’è oggi la situazione sul posto: nel nostro articolo precedente avevamo già notato che per Castel d’Asso il Comune indica l’accesso libero. È però l’informazione ufficiale che trova chi cerca come visitare questi luoghi.

Sito per sito
«Nessuno trovato» vuol dire che il sito non compare nei due decreti del 2025 citati nell’articolo, non che non abbia mai ricevuto fondi. Fonti: schede dei luoghi della cultura del ministero della Cultura, consultate il 15/10/2026; Istituto svedese di studi classici a Roma; École française de Rome; comunicati della Soprintendenza di Viterbo; decreti del ministro della Cultura n. 37 del 31/01/2025 e n. 148 del 29/04/2025.
Gli scavi: quasi tutti nel secolo scorso
Buona parte di quello che sappiamo di questi siti viene da missioni straniere. L’Istituto svedese di studi classici a Roma ha scavato San Giovenale dal 1956 al 1965, Luni sul Mignone dal 1960 al 1963 e Acquarossa dal 1966 al 1978. L’École française de Rome ha lavorato a Musarna dal 1983 al 2003, con gli archeologi Henri Broise e Vincent Jolivet.
Negli ultimi anni qualcosa si è mosso. A Musarna gli scavi sono ripresi nell’estate del 2024. A Norchia, nel luglio 2024, la Soprintendenza indicava Jolivet, del Cnrs e dell’École normale supérieure di Parigi, come titolare dal 2022 di una concessione di scavo triennale sulla necropoli. A Grotta Porcina, ad aprile 2024, la Soprintendenza ha annunciato lavori di pulizia e valorizzazione del sito. E vicino a Ferento, dal 2023, le indagini della Soprintendenza hanno riportato alla luce tombe, capanne e fornaci a Pian di Giorgio. Per il Cerracchio e Castellina Cammerata non abbiamo trovato campagne di scavo documentate in fonti consultabili.
Settant’anni fra scavi e schede
- L’Istituto svedese di studi classici a Roma scava San Giovenale.
- Gli svedesi scavano anche Luni sul Mignone.
- Campagne svedesi ad Acquarossa.
- L’École française de Rome scava Musarna.
- I pannelli del «Progetto Mirabilia» portano il nome del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nato quell’anno.
- Ultimo aggiornamento delle schede del ministero su San Giovenale, Norchia e Castel d’Asso: «Chiuso» tutti i giorni.
- Concessione di scavo triennale a Norchia per l’équipe di Vincent Jolivet.
- Tre visite straordinarie all’area della Tomba Lattanzi, a Norchia.
- La Soprintendenza avvia i lavori a Grotta Porcina.
- Ripartono gli scavi a Musarna.
- Due decreti del ministero programmano 950 mila euro per Norchia e 660 mila per Ferento.
- Visite straordinarie a Norchia, con l’80° Reggimento «Roma».
Fonti: Istituto svedese di studi classici a Roma; École française de Rome; ministero della Cultura; Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale.
I fondi: Norchia e Ferento nei programmi del ministero
Nel decreto del 31 gennaio 2025 con cui il ministro della Cultura ha approvato la programmazione 2025-2027 prevista dalla legge 190 del 2014 c’è un intervento a Norchia: 950 mila euro per la «messa in sicurezza, recupero, restauro e valorizzazione» della Tomba Lattanzi, che il decreto indica «di proprietà demaniale». La somma è divisa su tre anni: 100 mila euro nel 2025, 300 mila nel 2026 e 550 mila nel 2027.
Ferento compare nel programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027 del ministero, approvato il 29 aprile 2025: 300 mila euro per il recupero e la fruizione della tomba degli Arptha e 360 mila per il restauro della zona delle terme e della domus della città romana, entrambi nella colonna del 2026.
Fondi programmati dal ministero, in euro
202520262027
Somme programmate, non spese. Grotta Porcina ha avuto fondi dalla programmazione 2022-2024 e dal Pnrr, ma la Soprintendenza non ne indica l’importo. Fonti: decreti del ministro della Cultura n. 37 del 31/01/2025 (Norchia) e n. 148 del 29/04/2025 (Ferento: 300 mila per la tomba degli Arptha, 360 mila per terme e domus).
Sono somme programmate: i decreti non dicono quando i lavori partiranno. Per Grotta Porcina la Soprintendenza parla di un primo finanziamento della programmazione 2022-2024 e di lavori da completare con i fondi del Pnrr, senza indicare gli importi. Negli stessi due decreti non abbiamo trovato interventi su San Giovenale, Castellina Cammerata, Luni sul Mignone, Castel d’Asso, Musarna, Acquarossa e il Cerracchio.
Nel nostro articolo precedente avevamo scritto che nei programmi di finanziamento più recenti non c’erano interventi sui siti etruschi del comune di Viterbo: avevamo consultato il Pnrr Caput Mundi e i bandi regionali. I programmi del ministero, invece, contengono Norchia e Ferento, e abbiamo aggiornato quel pezzo.
Norchia, la necropoli dentro il poligono
Norchia è un caso a parte. L’area della Tomba Lattanzi è di proprietà demaniale e ricade in parte nel poligono militare di Monte Romano: «il sito di solito è precluso al pubblico», scriveva la Soprintendenza nel luglio 2024. Si apre solo in giornate straordinarie: tre visite nel luglio 2023 e altre due sabato 1 e sabato 8 agosto 2026, rese possibili dall’80° Reggimento «Roma», che hanno permesso di entrare in «un’area normalmente non accessibile».

Mirabilia: cartelli, non scavi
Resta la domanda del lettore sul pannello. Porta la scritta «Progetto Mirabilia – Piano di comunicazione nazionale del patrimonio culturale» e il nome del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la denominazione nata nel 1998: il cartello, quindi, non può essere più vecchio.
Mirabilia era un sistema di cartelli informativi bilingui, in italiano e in inglese, pagati da sponsor privati. Non abbiamo trovato atti del ministero che lo istituissero, né documenti che lo leghino a scavi o restauri: le fonti che ne parlano lo descrivono come un progetto di comunicazione. Gli scavi che abbiamo potuto documentare in questi siti sono quelli degli istituti di ricerca.
Le domande rimaste aperte, cioè perché le schede del ministero segnano ancora questi siti come chiusi, chi ne cura la manutenzione e quando partiranno i lavori finanziati, le rivolgeremo alla Soprintendenza, e pubblicheremo la risposta. Intanto puoi dire la tua anche nel sondaggio di Cronaca di Viterbo.
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