I nuovi parcheggi realizzati a Viterbo negli ultimi mesi — dal Riello al Carmine, fino al Pilastro — erano stati pensati anche come spazi più verdi: alberi e aiuole per dare ombra, abbassare la temperatura dell’asfalto d’estate e rendere meno grigie aree di sosta finora spoglie. A pochi mesi dalla messa a dimora, però, buona parte di quelle giovani piante si è seccata, lasciando file di tronchi ormai secchi al posto del verde previsto dai progetti.
Cosa è successo al verde dei nuovi parcheggi
Il fenomeno riguarda le alberature piantate nelle aree di sosta riqualificate con i fondi del PNRR. Al Riello, il grande parcheggio da oltre 200 posti inaugurato tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 con decine di alberi e aiuole; al Carmine e al Pilastro, dove già nella scorsa estate diverse piante ornamentali non avevano attecchito. Anche l’area verde vicino al tribunale è stata segnalata tra quelle in sofferenza, con numerosi alberelli non sopravvissuti.
Perché le piante non hanno attecchito
Le cause indicate sono soprattutto tecniche e stagionali. La prima riguarda i tempi di messa a dimora: secondo quanto riferito dall’amministrazione, le procedure dei bandi hanno portato a piantare gli alberi in un periodo dell’anno non ideale, quando il caldo rende più difficile l’attecchimento. A questo si è aggiunto un problema all’impianto di irrigazione, rimasto per settimane non pienamente funzionante — anche per un ritardo negli allacci — in una delle estati più torride degli ultimi anni. Le giovani piante, senza acqua sufficiente nelle prime settimane e in alcuni casi soffocate dalle erbe infestanti, non hanno superato la fase più delicata.
Un tema che a Viterbo pesa più che altrove
La questione ha un valore particolare in una città che, sul verde urbano, parte già in svantaggio. Secondo i dati ISTAT ripresi di recente, Viterbo è tra le ultime del Lazio per numero di alberi in rapporto agli abitanti — poco più di otto alberi ogni cento residenti, lontana dalle medie di capoluoghi come Latina o Roma. Proprio per questo, ogni nuovo albero che non sopravvive pesa doppio: non è solo una pianta persa, ma un pezzo di quel verde di cui la città avrebbe bisogno per difendersi meglio dalle ondate di calore. Il verde urbano si intreccia del resto con gli altri grandi temi della città in questi mesi, dalla rete ciclabile in costruzione alla riqualificazione di spazi storici come Valle Faul.
Cosa si sta facendo
Sul fronte dei rimedi, l’amministrazione ha annunciato il ripristino degli impianti di irrigazione e la sostituzione delle piante seccate, precisando che gli interventi saranno a carico della ditta esecutrice dei lavori, senza costi aggiuntivi per le casse comunali. La ripiantumazione è prevista appena le condizioni climatiche lo consentiranno, così da dare alle nuove alberature le migliori possibilità di attecchire. Il tema è stato affrontato anche in consiglio comunale, dove è stato chiesto conto dello stato delle aree verdi cittadine.
Il nodo, in fondo, non è la scelta di rendere più verdi i parcheggi — che va nella direzione giusta, soprattutto in una città con pochi alberi e estati sempre più calde — ma il riuscire a portarla a termine: piantare nella stagione adatta, con l’irrigazione già attiva e una manutenzione costante nei primi mesi. La sostituzione annunciata è l’occasione per far attecchire davvero, questa volta, il verde promesso dai progetti.
Foto di apertura: ortanaasfalti.it. Fonti: dati ISTAT sul verde urbano; comunicazioni del Comune di Viterbo sul ripristino dell’irrigazione e la sostituzione delle alberature nei nuovi parcheggi.





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