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Motorini truccati e quiete notturna: un problema che si può ancora ignorare?

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3 min di lettura

Motorino parcheggiato in un vicolo di notte, illuminato da un lampione

Opinione — un contributo di Luca Sarcone.

Chi vive a Viterbo lo conosce bene — non solo nel centro storico, anzi soprattutto nei quartieri periferici: il rombo di un motorino truccato che attraversa le strade nelle ore notturne, spesso ma non solo. Un problema piccolo, se preso singolarmente. Ripetuto notte dopo notte, diventa una questione di qualità della vita.

Un limite che esiste, ma che si vede poco rispettato

La legge fissa limiti precisi ai decibel che un veicolo può produrre, e la modifica dell’impianto di scarico per aumentare il rumore è un’infrazione, non un dettaglio estetico. Eppure chi vive in città, soprattutto nei quartieri periferici, racconta la stessa cosa: motorini modificati che superano ampiamente quei limiti, e che raramente vengono fermati e sanzionati nel momento in cui producono il disturbo. Non è un’impressione isolata: è un tipo di infrazione strutturalmente difficile da contestare, perché richiede di intercettare il veicolo mentre è in movimento, spesso di notte, con strumentazione specifica per la misurazione.

Perché non è solo una lamentela sul rumore

Il disturbo della quiete pubblica ha un impatto reale su chi deve alzarsi presto per lavorare, su chi ha bambini piccoli, su chi è anziano o malato — in ogni zona della città. Anzi, sono spesso proprio i quartieri periferici, dove le strade più larghe e dritte invitano ad accelerare e a far girare il motore più a lungo, a raccogliere il maggior numero di segnalazioni: il centro storico, con i suoi vicoli stretti e le limitazioni al traffico, ne risente meno di quanto si potrebbe pensare. E c’è un altro aspetto: chi rispetta le regole — la stragrande maggioranza di chi guida un motorino — finisce ingiustamente associato a un problema che è di una minoranza, quella dei mezzi modificati.

Cosa potrebbe aiutare

Non è un problema con una soluzione semplice, ma ci sono strade che vale la pena esplorare: controlli mirati nelle fasce orarie e nelle zone — centrali e periferiche — dove le segnalazioni sono più frequenti; un canale chiaro per i cittadini per segnalare i punti critici; e, guardando a quello che si sperimenta in altre città italiane, l’uso di strumenti di rilevamento acustico pensati apposta per individuare i veicoli fuori norma senza doverli fermare uno per uno. Nessuna di queste soluzioni è immediata, ma il primo passo è riconoscere che il problema esiste, riguarda tutta la città, ed è concreto — non un fastidio da derubricare.

Le opinioni espresse in questo contributo sono dell’autore e non impegnano la redazione. Immagine di apertura generata con intelligenza artificiale, non una fotografia.

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