Una nuova area archeologica è riaffiorata nella zona di Pian di Giorgio, tra strada Teverina e la Cassia Nord, a pochi chilometri dall’antica città di Ferento e dalla necropoli del Casalaccio già portata alla luce negli scavi del 2024-2025. Le indagini, condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio in collaborazione con Enel Green Power, sono partite nel 2023 come verifica preventiva prima della realizzazione di un parco fotovoltaico a terra: proprio a causa dei ritrovamenti, quell’area è stata poi esclusa dal progetto definitivo dell’impianto.
Gli scavi hanno restituito un’ampia zona sepolcrale con tombe di diverse tipologie — a grotticella, a fossa, a cassone — databili tra l’eneolitico e il periodo compreso fra il IV e il I secolo a.C. Tra i corredi funebri rinvenuti spicca uno specchio decorato in lega metallica. Nelle immediate vicinanze è emersa anche una vera e propria zona insediativa e produttiva, con fondi di capanna e diversi ambienti ipogei: pozzi, cisterne e fornaci, segno di un’occupazione stabile e prolungata del territorio in epoca antica.
La Soprintendenza ed Enel Green Power stanno ora lavorando a un piano di tutela e valorizzazione dei due siti — Pian di Giorgio e Casalaccio — che prevede la creazione di un percorso visitabile una volta concluse le indagini, con contenuti multimediali e ricostruzioni 3D degli ambienti e dei reperti per raccontare al pubblico le diverse fasi di vita dell’area.
Il territorio di Ferento, già noto per il teatro romano e le terme, si conferma così uno dei giacimenti archeologici più ricchi della Tuscia, capace di restituire ancora oggi tracce della sua storia più antica.
Nella foto, l’area archeologica dell’antica città di Ferento (credito: Enrica Ridolfi, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0).
Fonte: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.





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