Centosettantasei posti letto già attivi in provincia di Viterbo, altri in arrivo entro il 2027: è il bilancio del Piano Housing universitario del Ministero dell’Università, che porta complessivamente 188 nuovi posti per gli studenti fuorisede dell’Università della Tuscia.
Di cosa si tratta
Il Piano Housing, finanziato con risorse del PNRR, punta ad ampliare l’offerta di alloggi a canone calmierato per chi studia lontano da casa. Nel Lazio il piano ha portato quasi 10mila posti letto in più (9.978, secondo i dati regionali), e la provincia di Viterbo risulta fra le realtà con il maggior numero di posti attivati in rapporto alla popolazione studentesca.
A dare notizia dei numeri, con un comunicato, è Forza Italia Giovani Viterbo, che parla di “un risultato concreto per gli studenti e per il territorio”. Il coordinamento cittadino sottolinea come il tema degli alloggi resti uno dei nodi principali per chi sceglie di iscriversi all’Università della Tuscia arrivando da fuori provincia.
Le condizioni per gli studenti
Il Piano Housing prevede due vincoli pensati per garantire l’accesso agli alloggi anche a chi ha meno mezzi:
- almeno il 30% dei posti va riservato a studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, individuati tramite borsa di studio;
- per gli altri posti, il canone deve restare almeno il 15% sotto i valori medi di mercato della zona.
Non è ancora chiaro, dal comunicato, in quali strutture siano stati distribuiti i 176 posti già attivi né a chi siano affidate le graduatorie: informazioni che riguardano la gestione concreta degli alloggi e che l’ateneo o l’ente gestore potranno chiarire nei prossimi mesi.
Per l’Università della Tuscia, che negli ultimi anni ha rinnovato accordi con la Regione su ricerca e formazione, l’ampliamento degli alloggi è un tassello in più per provare ad attrarre studenti da fuori provincia, in un ateneo che nelle classifiche internazionali ha visto negli ultimi anni qualche passo indietro.





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