Il sindaco di Viterbo ha firmato un’ordinanza di non potabilità dell’acqua per le zone servite dalla rete idrica «San Martino Campo Sportivo», a San Martino al Cimino. Il provvedimento è motivato dal superamento dei parametri di arsenico e fluoruri rilevati nei controlli.
L’ordinanza numero 29, in vigore dal 17 luglio al 1° agosto 2026, fa seguito a un provvedimento analogo firmato il giorno precedente (numero 28): segno che la situazione è ancora in evoluzione e viene aggiornata di giorno in giorno.
Cosa comporta in concreto: di norma un’ordinanza di non potabilità vieta l’uso dell’acqua per bere e per cucinare, mentre restano in genere consentiti gli altri usi domestici. Le prescrizioni puntuali, le utenze coinvolte e le zone esatte sono indicate nel testo dell’atto, che resta il riferimento ufficiale.
La presenza di arsenico e fluoruri nelle acque non è una novità per la Tuscia: nelle zone di origine vulcanica le falde possono naturalmente contenere questi elementi in concentrazioni superiori ai limiti di legge, e ordinanze come questa scattano quando i controlli periodici rilevano valori oltre soglia. È un tema che, a intermittenza, torna a interessare diversi comuni del Viterbese.
Intanto, a San Martino, per l’ennesima volta si torna a riempire bottiglie e taniche. E la domanda che i cittadini si fanno è tutt’altro che astratta: quante ordinanze servono ancora prima di un intervento strutturale che renda sicura — e stabile nel tempo — l’acqua del rubinetto?
Fonte: Albo pretorio del Comune di Viterbo — Ordinanza sindacale n. 29 del 17/07/2026 (reg. 3903/2026). Foto: Blackcat, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.





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