Mercoledì 22 Luglio 2026Le notizie di Viterbo e provincia

I pericoli della città d’arte: cosa rischia Viterbo, e qualche proposta per il centro storico

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2 min di lettura

Loggiato medievale in pietra nel quartiere San Pellegrino a Viterbo

Opinione — un contributo a firma “L’Osservatore”.

Il rischio principale di una “città d’arte” è che il marketing urbano diventi solo un mezzo per attrarre ricchezza attraverso il turismo, senza che si realizzi una vera interazione tra turismo e patrimonio urbano — un reciproco riconoscimento dei valori e della fruizione dell’identità culturale dei luoghi.

I rischi di un modello sbagliato

Quando questo equilibrio manca, i problemi si accumulano: la precarizzazione del diritto all’alloggio, conseguenza di processi di gentrificazione legati alla speculazione immobiliare per fini turistici; l’aumento del costo della vita e la trasformazione delle attività commerciali di prossimità in attività rivolte solo ai turisti, che non rispondono più alle esigenze della popolazione locale; la massificazione dei luoghi, che snatura la vita quotidiana degli abitanti e, nei centri più piccoli, satura il sistema dei trasporti locale.

C’è poi la dipendenza dell’economia locale dal turismo, che la espone a maggiore fragilità e precarizza le condizioni di lavoro — salari più bassi, esternalizzazioni, lavoro in nero, stagionalità. E, non ultimo, l’inquinamento ambientale e lo sfruttamento delle risorse, anche per costruire infrastrutture che servono al turismo più che alla popolazione: la banalizzazione del territorio, che rischia di diventare una sorta di parco tematico.

Senza cura delle narrazioni dei luoghi non c’è senso del luogo, e senza senso del luogo non c’è resistenza alla speculazione: il luogo diventa un contenitore di umanità, un “non valore” se non immobiliare. A un livello più sottile, è lo zoning — la suddivisione settaria degli spazi urbani, senza commistione fra le zone — a contribuire a cambiare il modo in cui pensiamo e viviamo i luoghi, da residenti come da turisti.

Alcune proposte concrete per il centro storico

Da qui, alcune idee pratiche che varrebbe la pena discutere:

  • Nuovi parcheggi a servizio del centro storico e dei residenti, con un servizio navetta gratuito;
  • Parcheggio del Sacrario gratuito per chi presenta uno scontrino per acquisti superiori a 20 euro;
  • Affitti calmierati dall’amministrazione per i negozi, per almeno due anni, oppure un contributo a tassi agevolati per l’avviamento;
  • Politiche sociali per mantenere e incrementare i residenti, con affitti calmierati per le giovani coppie;
  • Una selezione merceologica che differenzi l’offerta del centro rispetto ai centri commerciali;
  • Almeno due bar sul corso, anche per garantire servizi igienici accessibili;
  • Orario continuato, almeno nel weekend.

Le opinioni espresse in questo contributo sono dell’autore e non impegnano la redazione. Leggi tutti gli editoriali dell’Osservatore.

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