Venerdì 16 ottobre 2026Anno I · Edizione online

Rifiuti sulle strade della Tuscia: chi deve pulire, e a chi si segnala

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Rifiuti abbandonati nella cunetta a bordo della strada statale Cassia al km 108,500, vicino al Parco di Turona a Bolsena

La Tuscia vive anche di paesaggio: le strade che attraversano i Cimini, i boschi, le sponde del lago di Bolsena. Ed è per questo che i rifiuti abbandonati lungo quelle stesse strade stonano più che altrove.

La causa prima è l’inciviltà di chi getta un sacchetto dal finestrino. Ma una volta che il sacchetto è per terra, si apre una seconda questione, diversa: chi deve rimuoverlo, e a chi lo segnala il cittadino che lo vede. Attribuire a un ente il compito di pulire non significa attribuirgli la colpa dell’abbandono.

Due strade, cinque fotografie

Le immagini raccolte documentano due situazioni. Due scatti sono della SS 2 Cassia, al chilometro 108,500, nel territorio di Bolsena, non lontano dall’area del Turona. Gli altri tre sono della SP 25 Canepinese.

Sacchetti e rifiuti abbandonati nella scarpata lungo la strada statale Cassia al km 108,500, nel territorio di Bolsena
SS 2 Cassia, km 108,500, Bolsena.

Nelle fotografie si vedono sacchetti, bottiglie, contenitori e altri materiali ai margini della carreggiata o nel verde accanto. Dalle immagini non si può dire da quanto tempo siano lì né chi li abbia lasciati. Si vede però che in alcuni punti sono esposti alla pioggia e agli animali, e che possono disperdersi ancora.

Rifiuti abbandonati sul margine erboso della strada provinciale 25 Canepinese
SP 25 Canepinese.
Un sacchetto di rifiuti abbandonato a bordo della carreggiata, accanto al guard rail della strada provinciale 25 Canepinese
SP 25 Canepinese, un sacchetto a bordo carreggiata.

Chi deve pulire, secondo il Codice della strada

La risposta, in teoria, è scritta nell’articolo 14 del Codice della strada: gli enti proprietari provvedono «alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo». Proprietari sono lo Stato per le statali, la Regione per le regionali, la Provincia per le provinciali, il Comune per le comunali. Lo stesso articolo aggiunge che, per le strade in concessione, quei compiti li esercita il concessionario.

Tradotto sulle due strade fotografate: la SP 25 Canepinese è della Provincia di Viterbo, che nella sua scheda la indica lunga 14,547 chilometri, dall’incrocio con la Cimina a quello con la Vasanellese. Non è tra le dodici provinciali passate alla Regione nel 2019.

La Cassia è invece una statale, e dal 2018 il tratto dal chilometro 100,360 al 141,612 è tornato in gestione ad ANAS. Il chilometro 108,500 cade lì dentro. Il proprietario resta lo Stato, ma chi deve occuparsene, pulizia compresa, è la concessionaria.

Bottiglie, contenitori e sacchetti abbandonati nella vegetazione a bordo della strada provinciale 25 Canepinese
SP 25 Canepinese, rifiuti nella vegetazione a bordo strada.

E il cittadino, a chi si rivolge?

Qui comincia la parte complicata. Chi passa in auto vede dei rifiuti, non una classificazione amministrativa. Ma il canale cambia a seconda di chi gestisce quel pezzo di strada, e non c’è un punto di accesso unico.

Sulle strade regionali del Lazio esiste lo strumento più semplice: SEGNA.LA, la piattaforma di Astral, con sito e app, che tra le cose segnalabili elenca esplicitamente la presenza di rifiuti. Solo che vale per le strade gestite da Astral: non per la Cassia, né per la Canepinese.

Per la Cassia il recapito generale è il numero verde 800 841 148, che ANAS indica come servizio clienti per informazioni e segnalazioni sulla viabilità. Per le strade provinciali, la Provincia di Viterbo mette a disposizione il modulo dell’URP per segnalazioni, proposte e reclami, e il centralino 0761 3131: non c’è un canale dedicato ai rifiuti. Attenzione a non confondere il numero verde 800 89 89 89, pubblicato sulla pagina della viabilità provinciale: serve al ripristino delle condizioni di sicurezza dopo un incidente, non all’abbandono di rifiuti. Restano poi i Comuni, con i loro uffici e la polizia locale: Bolsena allo 0761 7951, Canepina allo 0761 750990, che ha anche un modulo di segnalazione online.

Il risultato è che, prima di segnalare, il cittadino deve capire chi gestisce quella strada. Se sbaglia destinatario, la segnalazione viene girata, e il percorso si allunga.

Abbandonare rifiuti, da agosto 2025, è un reato

Una cosa è cambiata, e vale la pena saperla. Fino al 2025 l’abbandono di rifiuti da parte di un privato era un illecito amministrativo. Con il decreto legge 116 del 2025, convertito in legge a ottobre, è diventato un reato: ammenda da 1.500 a 18.000 euro, e se il fatto è commesso con un veicolo a motore anche la sospensione della patente da quattro a sei mesi. Per i titolari di impresa si arriva all’arresto.

La stessa riforma ha introdotto pene più severe quando dall’abbandono deriva un pericolo per la salute o per l’ambiente, e ha previsto che l’accertamento possa avvenire anche con le telecamere, senza contestazione immediata.

Una proposta: un punto di accesso unico

Se il problema, per chi segnala, è capire a chi rivolgersi, una soluzione sarebbe rendere il canale immediatamente riconoscibile: un numero unico, indicato da una segnaletica visibile lungo le strade, che raccolga la segnalazione e la giri a chi è competente — Comune, Provincia, ANAS o altro gestore.

Non servirebbe inventare un servizio nuovo: SEGNA.LA dimostra che lo strumento funziona. Servirebbe estenderne la logica oltre la rete regionale, così che la domanda «a chi lo segnalo?» diventi semplicemente «lo segnalo qui». Oggi un numero unico, nazionale o regionale, per i rifiuti abbandonati non esiste.

Quanto conta la tempestività

Un sacchetto lasciato sul ciglio non resta dov’è. Pioggia, vento e animali lo spostano, lo aprono, ne disperdono il contenuto nella vegetazione o verso la carreggiata. Quello che all’inizio è un piccolo accumulo diventa, col tempo, una situazione più estesa e più costosa da rimuovere. Vicino a un’area di pregio come la sponda del lago di Bolsena — tutelata come zona speciale di conservazione — il danno pesa di più.

Ma anche qui i piani restano due: che a rimuovere sia chi ne ha il compito non toglie nulla alla responsabilità di chi ha abbandonato. Le fotografie mostrano il problema. La domanda successiva è cosa succede quando qualcuno decide di segnalarlo.

E voi, avete una segnalazione da fare?

Fonti: Codice della strada, articoli 2 e 14 (Normattiva); D.Lgs. 152/2006, articoli 255 e 255-bis come modificati dal D.L. 116/2025 convertito dalla L. 147/2025; ANAS, elenco dei tratti in gestione nel Lazio e pagina contatti; Astral, schede della rete regionale e piattaforma SEGNA.LA; Provincia di Viterbo, scheda della SP 25 Canepinese e pagina viabilità; ParchiLazio, zona speciale di conservazione «Lago di Bolsena».
Foto: Barbara Cangini.

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