Nelle zone di Viterbo servite dalla rete idrica Rio Trai l’acqua del rubinetto torna utilizzabile anche per bere e cucinare. La sindaca Chiara Frontini ha firmato oggi, 6 ottobre 2026, l’ordinanza n. 48, che revoca con effetto immediato il divieto di consumo alimentare scattato sabato 3 ottobre per il superamento del limite dell’arsenico.
Le analisi che hanno chiuso il caso
La revoca si basa su una nota dell’ASL di Viterbo arrivata in Comune nella stessa giornata di oggi. L’azienda sanitaria ha esaminato il rapporto di prova trasmesso da Talete spa, il gestore del servizio idrico, relativo ai campioni prelevati domenica 5 ottobre nel punto di prelievo della rete rurale Rio Trai, sotto la supervisione dei propri tecnici. Le analisi, eseguite da un laboratorio accreditato, certificano che l’arsenico è conforme ai limiti di legge fissati dal decreto legislativo 18 del 2023, e l’ASL ha espresso parere favorevole all’uso dell’acqua per il consumo umano.
È il passaggio che mancava due giorni fa: come avevamo raccontato, i primi valori diffusi da Talete erano già sotto la soglia, ma erano rilevazioni interne con strumenti da campo. Per legge il divieto restava in vigore fino alla conferma di laboratorio e alla revoca formale, arrivate oggi.
Cosa resta da fare
Nell’ordinanza la sindaca invita Talete a garantire in modo costante un’acqua conforme a tutti i parametri di legge, con particolare attenzione all’arsenico, e a proseguire i controlli interni e la manutenzione dell’impianto. Lo stesso atto affida al gestore il compito di dare la massima diffusione alla revoca, soprattutto nelle zone direttamente interessate.
Come già l’ordinanza del 3 ottobre, anche questa non elenca le singole vie servite dalla rete Rio Trai: chi ha dubbi sulla propria utenza può rivolgersi a Talete.
Fonte: Albo pretorio del Comune di Viterbo — Ordinanza sindacale n. 48 del 06/10/2026 (reg. 5324/2026).
Foto: Shixart1985, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons — immagine di repertorio.





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