Con questa puntata comincia «Diagnosi e cura dei centri storici», la rubrica dell’architetto Gianluca Bono: dieci problemi dei centri storici, uno per puntata, prima la diagnosi e poi la cura. I testi nascono dalla lezione che ha tenuto all’Università La Sapienza di Roma, nel corso di laurea in Gestione del processo edilizio, il 29 marzo 2022.
«Gli spazi esistono solo se ci sono gli uomini. E il problema dei centri storici, non solo in Italia ma ovunque, è che spesso non ci sono più gli uomini che ci vivono, ma solo uomini che li usano, che li sfruttano». In base a tale pensiero, troppe volte il centro storico si riduce ad una scenografia teatrale e, chiuse le attività, si svuota e si degrada. La sfida di chi amministra centri storici è coniugarne la tutela con la necessità di costruire spazi dove gli uomini possano vivere in maniera armoniosa, soddisfacendo i loro desideri e bisogni.
«Sostenere attività a dimensione d’uomo, rivitalizzare i centri storici e garantire servizi diffusi sul territorio sono priorità di una battaglia non difensiva, ma tesa ad affermare un modello di sostenibilità in cui bisogna credere e che si incarna proprio nei nostri centri».
«L’urbanistica contemporanea considera tale modello di residenzialità, articolato in centri di dimensioni medio piccole, con una elevata vivibilità e senza un eccessivo consumo di quel bene finito che è il territorio, il modello che si affermerà in futuro in Europa perché è il modello più sostenibile. Per questo rivitalizzare i centri storici rappresenta un ponte verso il futuro per evitare che questa peculiarità urbanistica possa essere compromessa».
Alberto Grohmann
Diagnosi: la desertificazione, perché la popolazione residente diminuisce
La cura
Riportare i servizi sociali nel cuore della città, finalizzati a:
- innalzamento della qualità e della funzionalità della vita dei cittadini;
- definizione di nuovi ambiti di utilizzo dei patrimoni immobiliari abbandonati, secondo un piano complessivo di riassetto e attrazione di nuove funzioni e attività, compreso l’Housing Sociale.
Censimento delle case sfitte, al fine di dare le stesse in uso a giovani coppie, residenti, attraverso anche incentivi fiscali per i proprietari, affinché tali dimore non siano solo finalizzate ad alloggi temporanei per studenti o per attività non conformi alle necessità della città, ma perché ri-portino stabilmente vita sociale e commercio nel cuore del Centro Storico.
Nella prossima puntata: l’indebolimento del commercio di prossimità.


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