Domenica 8 novembre 2026Anno I · Edizione online

Cosa manca al centro storico di Viterbo: le proposte dei lettori, contate una per una

4 min di lettura

Vetrine di negozi chiusi con cartelli vendesi nel centro storico di Viterbo
Negozi sfitti nel centro storico di Viterbo. Foto Cronaca di Viterbo

Negli ultimi giorni due articoli di Cronaca di Viterbo hanno fatto ai lettori la stessa domanda, da due lati diversi. La seconda puntata della rubrica dell’architetto Gianluca Bono, «Negozi di prossimità che chiudono», chiedeva quale negozio di vicinato manchi di più nel centro storico. Il pezzo sull’ex Banca d’Italia di largo Marconi chiedeva invece che cosa dovrebbe diventare quel palazzo, ora che si parla di una possibile sede della Questura.

Le risposte sono arrivate soprattutto sotto i post su Facebook: 33 commenti in tutto, 32 sui social e uno sul sito, letti la mattina dell’8 novembre. Li abbiamo letti uno per uno e abbiamo contato le proposte. Non è un sondaggio: sono le opinioni di chi ha scelto di scrivere, e un commento può contenere più proposte. Su 33 commenti, 19 ne contengono almeno una.

Cosa propongono i lettori per il centro storico

La spesa di tutti i giorni
5
Università e studenti
4
Cultura: museo, biblioteca, conservatorio
4
Botteghe e servizi
4
Cinema
3
Affitti e tasse più bassi
3
Locali per stare insieme
2

Numero di commenti che citano ciascuna proposta. Commenti ai post Facebook di Cronaca di Viterbo e al sito sui due articoli del 7 novembre, letti l’8 novembre. Un commento può contare in più voci. Su Facebook non vediamo i nomi degli autori: chi ha scritto sia sui social sia sul sito può essere contato due volte.

La spesa sotto casa

La richiesta più frequente è anche la più semplice: poter fare la spesa sotto casa. Cinque commenti chiedono un supermercato di prossimità, un forno, una macelleria, un fruttivendolo. C’è chi ricorda il tempo «quando al Corso c’era tutto» e chi propone un supermercato con prodotti della Tuscia.

Altri quattro commenti nominano botteghe e servizi precisi: un negozio di giocattoli, uno di elettronica, un’erboristeria, un elettrauto, un punto di ritiro dei pacchi. Due chiedono locali per stare insieme: pizza al taglio, enoteche con taglieri, una trattoria «non turistica», tavoli all’aperto lungo il Corso.

L’ex Banca d’Italia: università e cultura

Sotto il post sull’ex Banca d’Italia la discussione si è concentrata sull’ipotesi della Questura. Sei commenti la respingono in modo esplicito, uno la giudica «un’ottima scelta». Chi è contrario parla soprattutto di traffico e di sosta: i mezzi di servizio, il piccolo parcheggio che verrebbe tolto, le volanti che uscirebbero in emergenza in una via dove si passeggia e si fanno mercatini.

L’ipotesi Questura nell’ex Banca d’Italia

Contrari
6
Favorevoli
1

Commenti che prendono posizione in modo esplicito, sui 16 arrivati sotto il post Facebook dell’articolo.

Le alternative proposte vanno quasi tutte nella stessa direzione. Quattro commenti vorrebbero l’università nel palazzo, con aule, biblioteca o alloggi per studenti: con loro, scrive un lettore, il centro avrebbe nuovi residenti e «vitalità diurna e notturna». Altri quattro pensano a un uso culturale: museo, biblioteca, emeroteca, conservatorio di musica, spazi per mostre e conferenze. C’è anche chi aggiunge un centro ricreativo per ragazzi e anziani, e chi porta l’esempio di altre città dove ex sedi di banche sono diventate musei, archivi o abitazioni.

Il cinema, in tutte e due le discussioni

Una proposta compare sotto entrambi gli articoli: il cinema. Lo indicano tre commenti, due su Facebook e uno sul sito. «Meglio il cinema e negozi, almeno assumono», scrive un lettore a proposito dell’ex Banca d’Italia.

Nel programma delle opere pubbliche 2027-2029 adottato dalla Giunta, l’ex cinema Genio compare con un’altra destinazione: il recupero come centro congressi, per 7 milioni di euro in tutto.

Affitti, tasse e parcheggi

Una parte dei commenti non indica che cosa aprire, ma perché oggi non si apre. Tre chiedono affitti più bassi, sgravi fiscali e meno tasse comunali; uno propone di togliere l’IMU a chi affitta a canone calmierato e di trasformare in garage i fondi che non servono più al commercio.

Il parcheggio torna anche sotto il post sulla Questura, ed era emerso già nei commenti alla prima puntata della rubrica di Bono: una lettrice raccontava di acquirenti pronti a comprare casa in centro, ma frenati dalla mancanza di box auto.

Non mancano gli scettici. Due commenti sostengono che ci sia poco da fare: il commercio si è spostato online «ovunque, non solo a Viterbo», e se le persone non vogliono frequentare il centro storico «non c’è rimedio».

Messe insieme, le risposte disegnano un centro storico da abitare e da frequentare ogni giorno: un posto dove fare la spesa, studiare, andare al cinema.

Leggi anche: Negozi di prossimità che chiudono: la diagnosi e la cura · Ex Banca d’Italia, l’ipotesi Questura: la storia del palazzo e cosa dicono gli atti

Articolo di Redazione

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