Sono tornati alla luce, dopo decenni di oblio, gli affreschi della Cappella Mariana nell’ex chiesa di Santa Maria delle Fortezze, in via delle Fortezze a Viterbo, a due passi da Porta Romana. Il restauro, concluso nelle scorse settimane, ha riportato visibili i colori originali di un ciclo pittorico che si credeva ormai perduto.
Una chiesa nata nel Cinquecento, distrutta dai bombardamenti
La chiesa fu edificata a partire dal 1514, per volontà del vescovo di Viterbo Ottaviano Riario, e decorata entro il 1520 circa. Il bombardamento alleato del 26 maggio 1944 la ridusse in gran parte in rovina: delle otto cappelle originarie ne sono sopravvissute solo quattro, tra cui quella appena restaurata. Durante l’intervento è emerso anche un dettaglio araldico: gli stemmi della famiglia Colonna, aggiunti in un secondo momento sopra elementi decorativi più antichi.
Il restauro
L’intervento, finanziato con i fondi del PNRR nell’ambito della misura “Caput Mundi”, è stato promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale e affidato alla cooperativa Koinè. Hanno lavorato alle superfici pittoriche le restauratrici Mariangela Santella e Cristiana Luberto, con il supporto per il consolidamento di Riccardo Vettraino; la direzione storico-artistica è stata curata da Saverio Ricci. Rimosso l’intonaco bianco steso nel dopoguerra, è tornata visibile la pietra originaria della struttura, ed è stato riportato alla luce anche il pavimento antico, ora percorribile grazie a una passerella moderna pensata per l’accessibilità.
Cosa raffigurano gli affreschi
Il ciclo racconta i momenti principali della vita della Vergine: l’Annunciazione sull’arco d’ingresso, la Dormizione di Maria circondata dagli apostoli nella parete inferiore, l’Assunta nella mandorla centrale e l’Incoronazione della Vergine nel catino absidale. Secondo Saverio Ricci, la posa dell’Annunciata richiama composizioni note del primo Cinquecento romano, dalla volta sistina all’Assunzione dipinta dal Perugino nella stessa Cappella Sistina. Sulla base di queste affinità stilistiche, Ricci propone di attribuire il ciclo a Valentino Pica il Giovane, un pittore che nel 1514 firmò e datò un altare nella chiesa di Sant’Amanzio a Vitorchiano: un’attribuzione che dovrà misurarsi con il vaglio degli studi successivi.

La soprintendente Margherita Eichberg ha spiegato che l’ufficio ha già ottenuto, attraverso la programmazione ordinaria del Ministero, ulteriori fondi per proseguire il restauro architettonico e storico-artistico del monumento: il recupero della Cappella Mariana è quindi un primo passo, non il punto d’arrivo, per un edificio che porta ancora i segni della guerra.
Foto: la facciata dell’ex chiesa delle Fortezze durante i lavori di restauro (agosto 2026, prima della conclusione dell’intervento).





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