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Santa Rosa, i conti della Festa: quanto costa e quanto vale la pena misurarne il valore

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Sequenza storica delle Macchine di Santa Rosa illuminate, edizioni diverse

Opinione — un contributo di Luca Sarcone.

Tra stanziamenti comunali, contributi regionali e il contratto pluriennale della Macchina, ricostruire il costo complessivo della Festa non è semplice. Un patrimonio storico e identitario che meriterebbe anche un racconto più chiaro nei numeri, per apprezzarne fino in fondo il valore.

Quanto costa ogni anno al Comune di Viterbo la Festa di Santa Rosa? È una domanda legittima, che non mette in discussione il valore religioso, storico e identitario del Trasporto: la Macchina di Santa Rosa è parte della storia cittadina e dal 2013 appartiene alla Rete delle grandi macchine a spalla, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Proprio perché si tratta di un patrimonio così importante, capire come vengono impiegate le risorse pubbliche che lo sostengono aiuta a raccontarlo meglio, con la trasparenza che merita un evento di questa portata.

Nel 2025 il Trasporto è costato 442mila euro al Comune

Il rendiconto finale delle spese, approvato con determinazione dirigenziale n. 3486 dell’11 dicembre 2025, restituisce una cifra più alta di quella che emergeva dai soli stanziamenti iniziali di bilancio: 442mila euro a carico del Comune, a cui si aggiunge un contributo di 18mila euro della Regione Lazio per lo stesso capitolo di spesa (L.R. 26/2007).

Tra le voci principali del rendiconto: 125.527 euro per la sicurezza, 153.825 euro per la quota 2025 di costruzione e trasporto della Macchina, 68mila euro per le riprese televisive e la comunicazione sui social, 55mila euro per il concerto serale a Pratogiardino e circa 20mila euro per il servizio di ristorazione. A parziale copertura, la vendita dei posti a sedere in piazza del Comune ha fruttato oltre 38mila euro di incassi.

Le voci di spesa del Trasporto 2025 nel rendiconto del Comune di Viterbo: 442.000 euro in totale
Le voci principali del rendiconto 2025. «Altre voci» è la differenza fra il totale di 442.000 euro e le voci elencate nel documento, non una riga del rendiconto.

La quota 2025 della Macchina (153.825 euro) si inserisce nel contratto pluriennale 2024-2028 per la realizzazione e il trasporto della nuova Macchina “Dies Natalis”, aggiudicato per 1.073.077 euro complessivi: un affidamento che copre costruzione e più edizioni, con un peso diverso da un anno all’altro — più alto nell’anno di realizzazione della struttura, più contenuto in quelli successivi di solo trasporto.

A questo si affianca un secondo canale di finanziamento regionale, distinto dal primo per legge e finalità: la Regione Lazio ha destinato altri 150mila euro alla festività nell’anno del Giubileo (L.R. 4/2025, art. 24), di cui 45mila al Comune di Viterbo e 105mila ad associazioni, comitati ed enti religiosi tramite un avviso pubblico dedicato.

Le diverse voci non vanno sommate meccanicamente in un unico totale: rispondono a leggi, capitoli di bilancio e finalità diverse. Ma restituiscono un quadro più completo di quanto emergesse dai soli stanziamenti di inizio anno: il costo comunale effettivo del Trasporto, a consuntivo, è stato sensibilmente più alto della previsione iniziale.

Un confronto difficile da fare con precisione

Quanto pesa questa spesa sul bilancio complessivo del Comune? Una risposta precisa richiederebbe un dato che non risulta disponibile in un unico documento pubblico: il totale della spesa corrente annua, la categoria a cui appartiene la maggior parte dei costi del Trasporto (sicurezza, comunicazione, servizi) — diversa dagli investimenti in opere pubbliche, che nel 2025 hanno superato i 33 milioni di euro.

Pur trattandosi di categorie di spesa diverse e non direttamente comparabili, usando quest’ultima cifra come solo termine di paragone di ordine di grandezza i circa 442mila euro del Trasporto rappresentano poco più dell’1% degli investimenti comunali annui: una quota comunque contenuta, a fronte di un evento che rappresenta l’identità della città per l’intero anno.

Un indotto reale, che vale la pena misurare meglio

Ogni anno si parla di decine di migliaia di visitatori, strutture ricettive occupate, ristoranti pieni e grande visibilità mediatica. Sono ricadute plausibili e in parte già evidenti nei numeri complessivi della città.

Nel 2025 Viterbo ha registrato complessivamente 184.200 arrivi e 280.562 presenze turistiche, rispettivamente in crescita del 10,39% e del 7,53% rispetto al 2024, come reso noto dall’amministrazione comunale in una presentazione dei dati a Palazzo dei Priori. Questi numeri riguardano però l’intero anno e non consentono da soli di stabilire quale quota sia direttamente attribuibile alla Festa di Santa Rosa.

Non risulta ancora pubblicato uno studio dedicato che misuri con precisione il contributo specifico della Festa: quanti visitatori arrivino da fuori città, quanti pernottino e per quante notti, la spesa media per alloggio e ristorazione, l’aumento degli incassi rispetto a una settimana ordinaria, le entrate generate dall’imposta di soggiorno.

Sarebbe un’informazione preziosa da avere, non per mettere in dubbio il valore della Festa, ma per raccontarlo con dati alla mano. Affidare a un’università o a un ente indipendente una valutazione annuale dell’impatto economico e sociale — attraverso dati sulle presenze, questionari ai visitatori, occupazione delle camere — permetterebbe a una manifestazione di importanza internazionale di conoscere anche in cifre il proprio valore.

La sicurezza di un evento unico nel suo genere

Il Trasporto presenta una complessità organizzativa fuori dal comune: una struttura alta circa trenta metri e pesante oltre cinquanta quintali attraversa vie strette del centro storico, accompagnata da una folla molto numerosa. Vie di fuga, accessi dei mezzi di soccorso e protezione del percorso richiedono una pianificazione accurata, che negli anni si è progressivamente affinata.

Nel 2025 sono stati vietati sedie e sgabelli lungo alcuni tratti, la salita sulle fontane e l’occupazione delle vasche, insieme a controlli su balconi e affacci, transennamenti e modifiche alla circolazione. Agli esercizi lungo il percorso è stato chiesto di rimuovere tavoli, ombrelloni e altri elementi esterni entro la mattina del 3 settembre.

Far rispettare regole così capillari su un percorso affollato e in un contesto di grande partecipazione popolare resta una sfida organizzativa non semplice, come riconosciuto dagli stessi organi preposti alla sicurezza. Secondo le cronache dell’edizione 2025, molte sedute lasciate lungo il percorso sono state effettivamente rimosse o sequestrate nel corso della serata. Pubblicare ogni anno il numero dei controlli effettuati e degli interventi realizzati aiuterebbe a dare conto del lavoro svolto, che è già notevole.

Arredi rimossi e ripristino del decoro urbano

La rimozione temporanea di cestini, arredi e potenziali ostacoli lungo il percorso risponde a esigenze di sicurezza comprensibili. Perché non pesi sulla vita quotidiana della città, è importante che il ripristino avvenga con tempi rapidi e prevedibili.

Pubblicare un calendario di massima per la reinstallazione degli arredi rimossi, con un obiettivo di poche decine di ore dalla conclusione della manifestazione, darebbe ai residenti un riferimento chiaro e ridurrebbe le segnalazioni nei giorni successivi al Trasporto.

Anche l’impatto sulle attività commerciali lungo il percorso meriterebbe uno sguardo di insieme: alcune beneficiano della grande affluenza, altre possono risentire delle limitazioni nei giorni immediatamente precedenti. Raccogliere qualche dato in più, ed eventualmente prevedere agevolazioni sui canoni di occupazione del suolo pubblico per chi subisce le limitazioni più lunghe, sarebbe un modo per accompagnare ancora meglio i commercianti del centro durante la Festa.

Santa Rosa, un patrimonio da raccontare anche nei numeri

Strade da manutenere, verde da curare, spazi pubblici da tenere in ordine: sono esigenze quotidiane che la città affronta tutto l’anno, e continueranno a richiedere risorse indipendentemente da Santa Rosa. Non è un aut aut tra la Festa e la cura ordinaria della città: un’amministrazione deve occuparsi di entrambe le cose, e i numeri mostrano che la quota di bilancio dedicata alla Festa resta comunque contenuta.

Proprio perché Santa Rosa rappresenta un patrimonio così identitario, varrebbe la pena raccontarla anche attraverso un piccolo “bilancio della Festa” pubblicato ogni anno: costi, contributi ricevuti, presenze turistiche stimate, interventi di sicurezza realizzati e tempi di ripristino. Non per giustificarla — il suo valore per Viterbo è già evidente — ma per permettere a tutti di apprezzarla anche nei numeri, oltre che nell’emozione della sera del 3 settembre.

Fonti principali: Comune di Viterbo, determinazione dirigenziale n. 3486 dell’11/12/2025 (rendiconto spese Trasporto Macchina di Santa Rosa 2025); Comune di Viterbo – informazioni sul Trasporto 2025, Prefettura di Viterbo – misure di sicurezza 2025, Portale degli appalti – realizzazione e trasporto 2024-2028, Regione Lazio – contributi 2025, dati sul turismo 2025 presentati dall’amministrazione comunale.

Le opinioni espresse in questo contributo sono dell’autore e non impegnano la redazione.

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