Al Barco, fra via Ippolito Nievo e via Caduti del IX Stormo, c’è una fascia di verde lunga qualche centinaio di metri: alberi di alto fusto che d’estate fanno ombra vera, un vialetto di cemento che l’attraversa da un capo all’altro, un’area per i cani, qualche gioco a molla e, in fondo, una piastra di cemento con i parapetti azzurri dove i ragazzi vanno a pattinare.
Gli alberi ci sono e sono grandi. Il resto no. L’erba è secca e rasata di rado, il muro di recinzione che costeggia il parco è coperto di scritte per decine di metri, e diversi pali lungo il vialetto finiscono nudi: il sostegno c’è, il corpo illuminante no. I giochi per i bambini sono due o tre, isolati in mezzo al prato bruciato.
Perché si chiama parco dell’Aeronautica
Un nome ce l’ha. In un comunicato del marzo 2020 sulla manutenzione dei giochi per bambini, il Comune di Viterbo elenca fra le aree verdi cittadine un «parco dell’Aeronautica», insieme al giardino di Santa Barbara, a quello dell’Ellera, al giardino Murialdo e ad altri. È lo stesso nome con cui l’area del Barco compare oggi sulle mappe online.
La spiegazione sta nella toponomastica del quartiere: il parco è delimitato da via Caduti del IX Stormo. Il 9º Stormo «Francesco Baracca» arrivò all’aeroporto di Viterbo nell’ottobre del 1937, e da lì ricevette i bombardieri Savoia-Marchetti S.M.79: il 10 giugno 1940, giorno dell’entrata in guerra dell’Italia, sul campo viterbese ne aveva ventisette. Dopo di lui allo scalo si insediò l’8º Stormo, e più tardi il centro di istruzione delle reclute dell’Aeronautica Militare, attivo fino al 1953. Il quartiere ha conservato quella memoria nei nomi delle strade, e il parco l’ha presa da loro.
Lo skatepark che nessuno ha inaugurato

La piastra in fondo al parco è la parte più viva di tutta l’area: rampe basse, qualche struttura appoggiata, il cemento segnato dall’uso. Sulle mappe online è indicata come skate park diy, cioè autocostruito — l’etichetta l’hanno messa gli utenti, non il Comune.
Vale la pena affiancare un dato: lo skate park di cui l’amministrazione si sta occupando non è questo. Sul sito del Comune è pubblicato il progetto esecutivo per la realizzazione di uno skate park attraverso la riqualificazione dell’impianto polivalente outdoor di via Dora Riparia, in un’altra zona della città. Qui al Barco, intanto, i ragazzi pattinano su una piastra che c’è già.
Quello che ci sarebbe già

È questo il punto. Non si tratta di costruire un parco: il parco c’è. Ci sono gli alberi adulti, che sono la cosa più difficile da avere e la più lunga da rifare; c’è un percorso pedonale continuo; c’è uno spazio per i cani; c’è una piastra sportiva che viene usata davvero. Per il quartiere sarebbe un’area verde di quelle che fanno la differenza fra abitare e dormire in un posto.
Quello che manca è ordinario: sfalcio regolare, lampade sui pali che le aspettano, i muri ripuliti, qualche panchina e un cestino. Interventi che non hanno bisogno di un grande progetto, ma di qualcuno che se ne occupi con continuità.
Le domande aperte
Restano alcune cose da chiarire, e le chiederemo al Comune: qual è l’estensione esatta dell’area intitolata al parco dell’Aeronautica e se comprende anche la piastra sportiva; con quale frequenza è previsto lo sfalcio; se l’illuminazione del vialetto sia mai stata completata o sia stata rimossa; e a chi faccia capo la manutenzione della piastra usata dagli skater.
Le fotografie sono state scattate nei giorni scorsi. Se abiti al Barco e hai qualcosa da aggiungere — o da correggere — su questo parco, scrivici a redazione@cronacadiviterbo.it.





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