Le fotografie di questa pagina sono state scattate a Viterbo nelle scorse settimane. Accanto a ognuna c’è la stessa identica inquadratura, con una differenza: le automobili non ci sono, le transenne nemmeno, i cartelli sono spariti e al loro posto c’è qualcosa che in quel punto oggi manca. Sono immagini generate con l’intelligenza artificiale, e lo diciamo subito e lo ripeteremo sotto ognuna.
Non sono progetti. Nessuno di questi interventi è previsto, finanziato o discusso in un ufficio. Sono un esercizio: guardare i posti in cui passiamo tutti i giorni e chiederci come sarebbero se qualcuno se ne occupasse.
La regola che ci siamo dati è una sola, e vale per tutte: si toglie, non si inventa. Spariscono le auto, le transenne, i cartelli. Si aggiungono alberi, sedute, lampioni — cose che in una piazza ci stanno. Ma l’architettura non si tocca: le facciate, le finestre, i campanili, il selciato sono quelli veri, e se in una simulazione trovate un edificio diverso da com’è, quella simulazione è sbagliata e vogliamo saperlo.
Piazza dei Caduti
Due vedute dello stesso spazio, prese da lati opposti: davanti alla chiesa degli Almadiani, e dal lato del piazzale.


Davanti alla chiesa non c’è un parcheggio — quello è più avanti — ma un grande spazio vuoto, senza un albero e senza un motivo per fermarsi. Bastano l’ombra e qualcosa su cui sedersi per cambiarne l’uso.


È il posto dove il cambiamento costerebbe meno e si vedrebbe di più. Il cantiere del restauro, invece, è una cosa che finisce da sé.
Piazza Fontana Grande


Quello che colpisce, guardando la fotografia, è il vuoto: una distesa di selciato senza un albero, divisa dalla strada da una fila di paletti. La divisione serve, perché di là passano i veicoli. Ma si può fare con il verde invece che con il metallo.
Piazza del Plebiscito
Due vedute: verso la torre dell’orologio e verso il portico del palazzo comunale.


La piazza del Comune è il salotto della città. Qualche transenna e qualche auto in sosta ci sono ancora, ma il problema vero è la sciatteria dell’arredo: quello che ci è stato appoggiato sopra negli anni, senza che nessuno decidesse un disegno d’insieme.


Qui non è questione di verde: è questione di cosa appoggiamo davanti a un portico di quel valore. Il totem e i pannelli fra le arcate sono la prima cosa che vede chi arriva.
Quanto costerebbe
Una domanda arriva sempre, e viene prima di tutte le altre: quanto costa? Quelle che seguono non sono preventivi. Sono ordini di grandezza, costruiti applicando i prezzi correnti dell’arredo urbano — quanto costa una fioriera con la seduta, un albero in vaso, un lampione — a quello che si vede nelle simulazioni. Un progetto vero, con rilievi, spese tecniche, sicurezza e IVA, può discostarsi parecchio. Servono a rispondere a una domanda più grossolana e più utile: siamo nell’ordine delle decine di migliaia di euro, o dei milioni?
La risposta breve è: decine di migliaia. E il motivo sta nella regola che ci siamo dati fin dall’inizio — si toglie, non si inventa. In nessuna di queste immagini c’è uno scavo: le vasche sono appoggiate, gli alberi stanno in vaso, il selciato resta quello. Rifare una piazza — sottoservizi, sottofondo, pavimentazione nuova — costa milioni e dura anni. Arredarla costa quanto un’auto di servizio e si fa in una stagione. Sono due cose diverse, e qui si parla della seconda.
I prezzi di partenza
- Vasca o fioriera grande con seduta integrata, albero compreso: 1.500–3.000 € l’una
- Albero in vaso di taglia adulta (olivo, leccio) con contenitore: 600–1.500 €
- Panchina in legno e ghisa: 700–1.500 €
- Lampione in ghisa a LED con palo nuovo, allaccio e scavo: 3.000–5.000 € — se invece basta cambiare il corpo illuminante su un palo che c’è già: 500–1.200 €
- Rimozione di paletti e catene con ripristino del selciato: 30–60 € a paletto
Piazza per piazza
| Piazza | Cosa comprende | Una tantum | Manutenzione all’anno |
|---|---|---|---|
| Piazza dei Caduti | 12–16 vasche con seduta ai lati, 6 lampioni | 45.000–75.000 € | 5.000–8.000 € |
| Fontana Grande | 10–12 fioriere con seduta al posto dei paletti, 6 olivi in vaso | 30.000–45.000 € | 4.000–6.000 € |
| Piazza del Plebiscito | 10–12 alberi in vaso, 4 lampioni, rimozione di totem e pannelli, riordino della sosta | 35.000–60.000 € | 5.000–7.000 € |
| Tutte e tre | 110.000–180.000 € | 14.000–21.000 € |
La voce che di solito salta
Guardate l’ultima colonna, non la penultima. La spesa iniziale la trova quasi sempre qualcuno — un bando, un avanzo, uno sponsor. È la manutenzione che manca: quindici o ventimila euro l’anno, ogni anno, per irrigare d’estate due volte a settimana, potare, sostituire le piante che non ce la fanno, riparare una seduta rotta, cambiare una lampada.
Un albero in vaso non è un albero piantato: senza acqua muore in un’estate viterbese. È il motivo per cui in tante città si vedono fioriere piene di terra secca e stecchi. Se una di queste piazze si facesse davvero, la domanda da fare a chi la annuncia non è quanto costa metterla — è chi la innaffia ad agosto, e con quali soldi.
Perché lo facciamo
Perché è più facile discutere di una cosa che si vede. Dire «quella piazza andrebbe sistemata» non muove niente; vedere la stessa piazza senza le automobili, per un secondo, sposta qualcosa nella testa di chi guarda. È un esercizio di immaginazione, non una proposta tecnica: gli alberi vanno dove il sottosuolo lo permette, le pedonalizzazioni hanno costi e conseguenze, e di questo decidono altri.
E adesso tocca a te. In home c’è un sondaggio con queste tre piazze: se si potesse intervenire su una sola, da quale cominceresti? Vota qui — i risultati decideranno da dove ripartiamo con i prossimi confronti.
Questa sezione continuerà. Se c’è un posto di Viterbo che vorresti vedere così — una piazza, una strada, un largo che attraversi ogni giorno pensando che meriterebbe di meglio — scrivici a redazione@cronacadiviterbo.it, possibilmente con una tua fotografia.
Tutte le immagini di confronto sono generate con l’intelligenza artificiale a partire dalle nostre fotografie. Non rappresentano progetti reali, né lavori previsti o approvati.





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