Venerdì 16 ottobre 2026Anno I · Edizione online

La Viterbo che può essere: tre piazze, com’è e come potrebbe essere

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Simulazione di piazza dei Caduti dal piazzale, con filare di alberi e sedute

Le fotografie di questa pagina sono state scattate a Viterbo nelle scorse settimane. Accanto a ognuna c’è la stessa identica inquadratura, con una differenza: le automobili non ci sono, le transenne nemmeno, i cartelli sono spariti e al loro posto c’è qualcosa che in quel punto oggi manca. Sono immagini generate con l’intelligenza artificiale, e lo diciamo subito e lo ripeteremo sotto ognuna.

Non sono progetti. Nessuno di questi interventi è previsto, finanziato o discusso in un ufficio. Sono un esercizio: guardare i posti in cui passiamo tutti i giorni e chiederci come sarebbero se qualcuno se ne occupasse.

La regola che ci siamo dati è una sola, e vale per tutte: si toglie, non si inventa. Spariscono le auto, le transenne, i cartelli. Si aggiungono alberi, sedute, lampioni — cose che in una piazza ci stanno. Ma l’architettura non si tocca: le facciate, le finestre, i campanili, il selciato sono quelli veri, e se in una simulazione trovate un edificio diverso da com’è, quella simulazione è sbagliata e vogliamo saperlo.

Piazza dei Caduti

Due vedute dello stesso spazio, prese da lati opposti: davanti alla chiesa degli Almadiani, e dal lato del piazzale.

Piazza dei Caduti, lo spazio davanti alla chiesa degli Almadiani
Piazza dei Caduti oggi, davanti alla chiesa degli Almadiani.
Simulazione di piazza dei Caduti davanti alla chiesa degli Almadiani, con alberi in vasche e sedute
Simulazione. Alberi in grandi vasche con la seduta integrata, disposti ai lati a lasciare libero il centro, e lampioni in ghisa. La pavimentazione resta quella che c’è: le vasche sono appoggiate, non c’è nessuno scavo. Immagine generata con l’intelligenza artificiale.

Davanti alla chiesa non c’è un parcheggio — quello è più avanti — ma un grande spazio vuoto, senza un albero e senza un motivo per fermarsi. Bastano l’ombra e qualcosa su cui sedersi per cambiarne l’uso.

Piazza dei Caduti vista dal piazzale, con il cantiere del restauro della chiesa degli Almadiani
Lo stesso spazio visto dal piazzale, con il cantiere del restauro della chiesa.
Simulazione di piazza dei Caduti dal piazzale, con filare di alberi e sedute
Simulazione. Un filare di alberi lungo i lati, sedute all’ombra e illuminazione. Il centro del piazzale resta sgombro. La recinzione che si vede nella fotografia è quella del cantiere che sta restaurando la chiesa: sparirà da sé a lavori finiti. Immagine generata con l’intelligenza artificiale.

È il posto dove il cambiamento costerebbe meno e si vedrebbe di più. Il cantiere del restauro, invece, è una cosa che finisce da sé.

Piazza Fontana Grande

Piazza Fontana Grande oggi: i mezzi in sosta e i cartelli
Piazza Fontana Grande oggi.
Simulazione di piazza Fontana Grande, con fioriere al posto dei paletti
Simulazione. I paletti con le catene sostituiti da una fila di fioriere con la seduta in pietra: la piazzetta resta separata dalla strada, ma da un elemento di arredo invece che da una transenna. Gli olivi in vaso davanti alla chiesa. I ponteggi restano dove sono: coprono un restauro in corso. Immagine generata con l’intelligenza artificiale.

Quello che colpisce, guardando la fotografia, è il vuoto: una distesa di selciato senza un albero, divisa dalla strada da una fila di paletti. La divisione serve, perché di là passano i veicoli. Ma si può fare con il verde invece che con il metallo.

Piazza del Plebiscito

Due vedute: verso la torre dell’orologio e verso il portico del palazzo comunale.

Piazza del Plebiscito oggi: le auto e le transenne sotto la torre
Piazza del Plebiscito oggi, verso la torre dell’orologio.
Simulazione di piazza del Plebiscito verso la torre, senza automobili
Simulazione. Senza le automobili in sosta e le transenne, con alberi in vaso lungo i lati, i tavolini all’ombra e i lampioni. La torre, il quadrante e i portici sono identici. Immagine generata con l’intelligenza artificiale.

La piazza del Comune è il salotto della città. Qualche transenna e qualche auto in sosta ci sono ancora, ma il problema vero è la sciatteria dell’arredo: quello che ci è stato appoggiato sopra negli anni, senza che nessuno decidesse un disegno d’insieme.

Il portico del palazzo comunale oggi: il totem e i pannelli fra le arcate
Il portico del palazzo comunale oggi.
Simulazione del portico del palazzo comunale, senza totem e pannelli
Simulazione. Senza il totem pubblicitario e i pannelli fra le arcate, con alberi in vaso ai lati e i tavolini sotto gli ombrelloni. Bifore, stemma, arcate e colonne non sono stati toccati. Immagine generata con l’intelligenza artificiale.

Qui non è questione di verde: è questione di cosa appoggiamo davanti a un portico di quel valore. Il totem e i pannelli fra le arcate sono la prima cosa che vede chi arriva.

Quanto costerebbe

Una domanda arriva sempre, e viene prima di tutte le altre: quanto costa? Quelle che seguono non sono preventivi. Sono ordini di grandezza, costruiti applicando i prezzi correnti dell’arredo urbano — quanto costa una fioriera con la seduta, un albero in vaso, un lampione — a quello che si vede nelle simulazioni. Un progetto vero, con rilievi, spese tecniche, sicurezza e IVA, può discostarsi parecchio. Servono a rispondere a una domanda più grossolana e più utile: siamo nell’ordine delle decine di migliaia di euro, o dei milioni?

La risposta breve è: decine di migliaia. E il motivo sta nella regola che ci siamo dati fin dall’inizio — si toglie, non si inventa. In nessuna di queste immagini c’è uno scavo: le vasche sono appoggiate, gli alberi stanno in vaso, il selciato resta quello. Rifare una piazza — sottoservizi, sottofondo, pavimentazione nuova — costa milioni e dura anni. Arredarla costa quanto un’auto di servizio e si fa in una stagione. Sono due cose diverse, e qui si parla della seconda.

I prezzi di partenza

  • Vasca o fioriera grande con seduta integrata, albero compreso: 1.500–3.000 € l’una
  • Albero in vaso di taglia adulta (olivo, leccio) con contenitore: 600–1.500 €
  • Panchina in legno e ghisa: 700–1.500 €
  • Lampione in ghisa a LED con palo nuovo, allaccio e scavo: 3.000–5.000 € — se invece basta cambiare il corpo illuminante su un palo che c’è già: 500–1.200 €
  • Rimozione di paletti e catene con ripristino del selciato: 30–60 € a paletto

Piazza per piazza

PiazzaCosa comprendeUna tantumManutenzione all’anno
Piazza dei Caduti12–16 vasche con seduta ai lati, 6 lampioni45.000–75.000 €5.000–8.000 €
Fontana Grande10–12 fioriere con seduta al posto dei paletti, 6 olivi in vaso30.000–45.000 €4.000–6.000 €
Piazza del Plebiscito10–12 alberi in vaso, 4 lampioni, rimozione di totem e pannelli, riordino della sosta35.000–60.000 €5.000–7.000 €
Tutte e tre110.000–180.000 €14.000–21.000 €

La voce che di solito salta

Guardate l’ultima colonna, non la penultima. La spesa iniziale la trova quasi sempre qualcuno — un bando, un avanzo, uno sponsor. È la manutenzione che manca: quindici o ventimila euro l’anno, ogni anno, per irrigare d’estate due volte a settimana, potare, sostituire le piante che non ce la fanno, riparare una seduta rotta, cambiare una lampada.

Un albero in vaso non è un albero piantato: senza acqua muore in un’estate viterbese. È il motivo per cui in tante città si vedono fioriere piene di terra secca e stecchi. Se una di queste piazze si facesse davvero, la domanda da fare a chi la annuncia non è quanto costa metterla — è chi la innaffia ad agosto, e con quali soldi.

Perché lo facciamo

Perché è più facile discutere di una cosa che si vede. Dire «quella piazza andrebbe sistemata» non muove niente; vedere la stessa piazza senza le automobili, per un secondo, sposta qualcosa nella testa di chi guarda. È un esercizio di immaginazione, non una proposta tecnica: gli alberi vanno dove il sottosuolo lo permette, le pedonalizzazioni hanno costi e conseguenze, e di questo decidono altri.

E adesso tocca a te. In home c’è un sondaggio con queste tre piazze: se si potesse intervenire su una sola, da quale cominceresti? Vota qui — i risultati decideranno da dove ripartiamo con i prossimi confronti.

Questa sezione continuerà. Se c’è un posto di Viterbo che vorresti vedere così — una piazza, una strada, un largo che attraversi ogni giorno pensando che meriterebbe di meglio — scrivici a redazione@cronacadiviterbo.it, possibilmente con una tua fotografia.

Tutte le immagini di confronto sono generate con l’intelligenza artificiale a partire dalle nostre fotografie. Non rappresentano progetti reali, né lavori previsti o approvati.

Articolo di Redazione

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