Operazioni durate circa due ore, rese difficili dal buio e dai fondali bassi: decisivo l’impiego di un dispositivo di salvataggio a controllo remoto dove la motovedetta non poteva avvicinarsi.
Cinque persone sono state salvate dalla Guardia Costiera di Civitavecchia dopo che la loro imbarcazione, lunga circa 10 metri, si è incagliata sugli scogli davanti alla spiaggia libera di Sant’Agostino, nel comune di Tarquinia, nella serata di sabato 29 agosto.
Un salvataggio complicato dal buio
L’allarme è arrivato alla sala operativa attraverso il numero di emergenza 1530. Le operazioni di soccorso, lungo il tratto di costa della Tuscia, sono state rese complesse dall’oscurità, dai fondali bassi e dal mare in progressivo peggioramento: la motovedetta della Guardia Costiera ha dovuto fermarsi a circa 150-200 metri dalla riva, perché il fondale non permetteva un avvicinamento in sicurezza.
A rendere possibile il salvataggio è stato l’impiego dell’U-SAFE, un dispositivo di soccorso a propulsione autonoma con doppia turbina, capace di raggiungere le persone in difficoltà anche dove l’unità navale non può operare. Le operazioni sono durate circa due ore: tutte e cinque le persone a bordo sono state tratte in salvo e sono risultate in buone condizioni.
La tecnologia al servizio della sicurezza in mare
L’episodio conferma quanto i dispositivi di soccorso a controllo remoto possano fare la differenza nei salvataggi in condizioni difficili, quando l’avvicinamento di un mezzo navale tradizionale non è possibile in sicurezza. Un promemoria utile anche per chi naviga lungo il litorale della Tuscia: prudenza nei tratti di costa rocciosa, soprattutto dopo il tramonto.
Fonte: Guardia Costiera di Civitavecchia. Foto: un’unità della Guardia Costiera italiana, foto d’archivio generica (non il mezzo intervenuto nel salvataggio di Tarquinia; Piergiuliano Chesi, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons).





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