Sono passati oltre tre anni e mezzo da quando il Comune di Viterbo ha approvato il progetto esecutivo del bike sharing cittadino, finanziato con fondi PNRR: era il 16 febbraio 2023. Le nove stazioni previste in giro per la città sono state installate. Ma a luglio 2026, come mostrano queste foto scattate in una delle postazioni universitarie del Riello, i box sono ancora vuoti: nessuna bicicletta, sportelli aperti sul nulla, foglie e detriti accumulati sul fondo dei vani.
Le nove postazioni previste
Il progetto esecutivo, approvato dalla giunta comunale con la delibera n. 65 del 16 febbraio 2023, prevedeva l’installazione di ciclostazioni in nove punti della città, pensate soprattutto per collegare le sedi universitarie e i nodi del trasporto pubblico:
- Parcheggio di Valle Faul — 9 bike box per mountain bike in condivisione
- Stazione bus Cotral — 8 stalli
- Stazione ferroviaria di Porta Fiorentina — 8 stalli
- Stazione ferroviaria di Porta Romana — 8 stalli
- Università, via Sabotino — 8 stalli
- Università, via della Caserma — 8 stalli
- Università, via del Carmine — 8 stalli
- Università, via Bachelet — 8 stalli
- Università, via San Camillo De Lellis — 8 stalli
Ogni ciclostazione unisce due tecnologie: il bike box, un vano chiuso che protegge la bicicletta da intemperie e furti (quello fotografato, con gli sportelli numerati da 1 a 4), e il bike lock, un sistema di aggancio orizzontale pensato per le bici elettriche in condivisione, che ne consente anche la ricarica. L’apertura è gestita da un’app.

I soldi spesi e le promesse rinviate
L’investimento complessivo per infrastrutture e biciclette, secondo i dati del 2023, è di 276mila euro di fondi PNRR: 181mila per le stazioni, 36mila per l’installazione e gli allacci elettrici, 58mila per la fornitura di circa venti biciclette a pedalata assistita. A questi si è aggiunto, nel giugno 2025, l’affidamento della gestione del servizio a Francigena, la partecipata del Comune che si occupa già di trasporto pubblico, parcheggi e farmacie, per un costo di 30mila euro: una scelta arrivata dopo che l’amministrazione aveva inizialmente valutato di affidare il noleggio a un gestore privato, scartando poi l’ipotesi per la scarsa redditività attesa in una città delle dimensioni di Viterbo.
Le tappe pubbliche del progetto raccontano una serie di rinvii:
- Febbraio 2023: approvato il progetto esecutivo delle ciclostazioni.
- Luglio 2024: annunciato l’arrivo di venti biciclette elettriche nelle nove stazioni.
- Giugno 2025: il servizio viene affidato in house a Francigena; nello stesso mese i cittadini segnalano alla stampa locale che le stazioni sono installate ma ferme da mesi, con posti auto tolti in cambio di un servizio mai partito.
- Settembre 2025: le biciclette comunali vengono mostrate al pubblico durante la manifestazione “Giocavamo pe’ strada” a valle Faul, con l’annuncio che il bike sharing sarebbe partito “nei prossimi mesi”.
- Luglio 2026: a distanza di dieci mesi da quell’annuncio — e di oltre tre anni e mezzo dalla delibera che ha dato il via al progetto — la stazione universitaria del Riello fotografata per questo articolo mostra i box ancora vuoti.
Il nodo delle bici vecchie e il progetto parallelo
Parte del ritardo, secondo quanto riportato dalla stampa locale, riguarda anche un primo lotto di biciclette elettriche acquistate anni prima e rimaste in magazzino in attesa della sostituzione delle batterie, da completare sempre con fondi PNRR. Nel frattempo il Comune ha avviato un progetto distinto ma collegato, «Bici in Francigena» — settimo classificato in graduatoria nazionale, con Viterbo capofila insieme a Bassano Romano, Sutri e Vetralla — dedicato alla rete cicloturistica sul percorso della via Francigena, con un investimento aggiuntivo indicato dall’assessore allo sport in 135mila euro. Le due iniziative, pur nascendo da fondi e obiettivi diversi, condividono lo stesso gestore e la stessa flotta di biciclette comunali.
Un altro tassello del verde e della mobilità che non parte
Il caso si aggiunge ad altri riguardanti gli spazi pubblici realizzati negli ultimi anni a Viterbo ma rimasti a metà: dagli alberi seccati nei nuovi parcheggi alle piste ciclabili contestate, con cui il bike sharing avrebbe dovuto formare un sistema di mobilità sostenibile coerente. Le stazioni universitarie, in particolare, sorgono proprio lungo i tratti di ciclabile del Riello più volte citati come l’esempio riuscito della rete cittadina: un servizio di noleggio funzionante avrebbe potuto completare quel disegno. Per ora, resta un investimento pubblico fermo, e cittadini e studenti universitari che continuano a non avere un servizio di bike sharing a oltre tre anni e mezzo dall’approvazione del progetto.
Foto: archivio Cronaca di Viterbo, luglio 2026. Fonti: delibera di giunta comunale n. 65 del 16/02/2023 (Corriere di Viterbo); ViterboToday (1/07/2024, 25/06/2025, 17/09/2025); La Cronaca 24 (23/06/2025).





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