Il Tar del Lazio ha annullato la bocciatura di uno studente di un liceo scientifico a indirizzo sportivo di Caprarola e ha condannato la scuola a risarcirlo per il danno morale subito.
Cosa è successo
Lo studente, che ha un disturbo specifico dell’apprendimento, era stato rimandato a settembre e poi bocciato per due anni consecutivi. Il suo Piano Didattico Personalizzato prevedeva strumenti compensativi durante le verifiche: l’uso del computer con programmi di videoscrittura e correttore ortografico, stampante e scanner, e la possibilità di utilizzare mappe concettuali autoprodotte durante l’orale.
Secondo i giudici, questi strumenti non sono stati applicati correttamente durante gli esami di recupero. Con la sentenza n. 13961/2026, il Tar di Roma ha annullato la bocciatura e condannato il Ministero dell’Istruzione e il liceo al pagamento di 1.500 euro per la “sofferenza interiore” causata allo studente, oltre a 2.500 euro di spese di lite.
Perché conta
La sentenza ribadisce un principio che riguarda ogni scuola della Tuscia con studenti che hanno un piano didattico personalizzato: gli strumenti compensativi previsti da questi piani non sono un’opzione lasciata alla discrezione del singolo insegnante, ma un obbligo da rispettare anche nelle prove di recupero, non solo durante l’anno scolastico ordinario.
Il caso, seguito anche da testate nazionali, riporta l’attenzione sul tema degli strumenti compensativi per gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, sempre più diffusi nelle scuole della Tuscia come nel resto del Paese.
Fonte: sentenza del Tar del Lazio n. 13961/2026.
Foto: Palazzo Farnese, Caprarola. Immagine di pubblico dominio Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.





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