Una canalina di plastica bianca, fissata a vista lungo il fianco di una scalinata monumentale. È il dettaglio che ha fatto discutere in un video girato in centro nei giorni scorsi, in cui alcuni turisti vengono intervistati sull’aspetto della città. Il commento più ripreso allarga subito il campo: non è un caso isolato, «è così per tutto il centro storico: cavi, chiodi».
Sul singolo scatto siamo prudenti: dal fotogramma non siamo riusciti a identificare con certezza quale sia la scalinata, e non ce la sentiamo di indicarne una a intuito. Il fenomeno generale, però, non ha bisogno di una perizia per essere osservato: basta camminare per San Pellegrino, lungo le vie del quartiere medievale o attorno alle chiese del centro per notare canaline, cavi passanti, staffe e scatole di derivazione fissate direttamente sul peperino, spesso con soluzioni provvisorie diventate definitive.
Di chi sono quei cavi
È la domanda che cambia tutto, e la risposta non è scontata. Su un muro del centro possono convivere alimentazioni dell’illuminazione pubblica, cavi di videosorveglianza, linee della fibra ottica posate dagli operatori delle telecomunicazioni e allacci privati di singoli edifici. Ogni categoria ha un titolare diverso, regole diverse e, soprattutto, una diversa possibilità di intervento da parte del Comune: su una linea comunale si può programmare un riordino, su una rete di un operatore privato servono prescrizioni e accordi, su un allaccio condominiale si passa per l’autorizzazione paesaggistica.
Perché non è solo estetica
Il centro storico di Viterbo è il quartiere medievale più esteso d’Europa ed è il biglietto da visita su cui la città sta costruendo la candidatura a Capitale europea della cultura 2033, che ha un proprio ufficio strategico dedicato dentro il Comune. In un contesto del genere il riordino degli impianti a vista non è una raffinatezza da esteti: è la stessa manutenzione ordinaria che rende presentabile ciò che si vuole mostrare, e in molti casi è anche l’occasione per mettere in sicurezza fissaggi vecchi.
Che cosa chiediamo
Al Comune chiediamo se esiste un regolamento o una linea guida per la posa di impianti sulle facciate del centro storico, se sia mai stata fatta una ricognizione di cavi e canaline esistenti e se, nei lavori già programmati nel quartiere medievale, sia previsto anche il riordino degli impianti a vista. È il tipo di intervento che raramente fa notizia quando viene fatto, e che si nota moltissimo quando non viene fatto.
Foto: archivio Cronaca di Viterbo — un vicolo del centro storico di Viterbo, immagine d’archivio.





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