A mezzogiorno in piazza del Plebiscito la sindaca Chiara Frontini ha consegnato la mazza argentea ai dignitari in abito settecentesco del corteo storico. A riceverla è stato Leonardo Ialongo, maggiordomo dei priori, lo stesso che fu il primo a impugnarla vent’anni fa quando la rievocazione venne introdotta. Nel pomeriggio la mazza sfila per il centro, davanti al Cuore di Santa Rosa portato dai Facchini
VITERBO – La piazza ha cominciato a riempirsi ben prima delle dodici. Alle 11.58, quando abbiamo scattato la fotografia qui sopra, davanti a Palazzo dei Priori c’erano già i gonfaloni, gli sbandieratori, i tamburi e i figuranti in costume, con la gente affacciata alle finestre dei palazzi e ai balconi del Comune.
Poi il rito, che si ripete uguale ogni 2 settembre: la consegna della mazza argentea del Maggiordomo dei Priori, l’atto che apre ufficialmente la giornata del corteo storico e, con essa, il cuore della Festa di Santa Rosa.
Che cos’è la mazza argentea
Non è un oggetto decorativo. La mazza è il simbolo del potere temporale del Papato sulla città: nella rievocazione, il sindaco — cioè l’autorità civile di oggi — la cede per un giorno ai dignitari del Settecento, che la porteranno in processione per le vie del centro. È un passaggio di consegne simbolico fra due epoche, e per questo si svolge in piazza del Plebiscito, davanti al palazzo comunale.
Alla cerimonia era presente anche il presidente del consiglio comunale Marco Ciorba.
Chi l’ha ricevuta
A prendere la mazza dalle mani della sindaca è stato Leonardo Ialongo, maggiordomo dei priori. C’è una circostanza che rende la scena meno di routine di quanto sembri: Ialongo è stato il primo a ricevere quel simbolo vent’anni fa, quando la rievocazione storica fu introdotta. Il rito che oggi appare antichissimo, nella forma attuale, ha l’età di un ventenne.
Cosa succede nel pomeriggio
La mazza non resta in piazza. Da qui in avanti la giornata si sposta lungo il centro storico:
- 17.30 – il corteo storico parte dal santuario di Santa Rosa e attraversa il quartiere medievale di San Pellegrino;
- 18 – arrivo alla cattedrale di San Lorenzo, dove il vescovo impartisce la benedizione;
- a seguire, la processione solenne con il Cuore di Santa Rosa, portato dai Facchini e preceduto dal corteo storico, che torna al santuario.
Il percorso tocca piazza San Lorenzo, via San Lorenzo, via Cardinal La Fontaine, via Annio, via Cavour, piazza del Plebiscito, via Ascenzi, piazza del Sacrario, via Marconi, piazza Verdi e via Santa Rosa. Chi si muove in auto nel pomeriggio lo tenga presente: sono le stesse strade.
La manifestazione si chiude sul sagrato del santuario, con la benedizione del vescovo impartita con il Cuore di Santa Rosa.
Fotografia di Cronaca di Viterbo, piazza del Plebiscito, 2 settembre 2026, ore 11.58. Fonti sui nomi e sul programma: comunicazione ufficiale del Comune di Viterbo, 2 settembre 2026.





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