Sedici medici di famiglia su 192 in servizio nella Tuscia hanno ricevuto una richiesta della Asl di Viterbo: restituire complessivamente oltre 38mila euro per farmaci prescritti oltre i limiti stabiliti dalla Regione Lazio.
Cosa è successo
La direzione sanitaria dell’azienda ha avviato le procedure di rimborso alla fine di agosto, contestando ai medici individuati un eccesso di prescrizioni nel primo semestre del 2025. Le categorie di farmaci coinvolte sono in gran parte gastroprotettori, medicinali per le malattie infiammatorie e ostruttive delle vie respiratorie, e la vitamina D — quest’ultima soggetta, per accordo nazionale e regionale, a limiti prescrittivi precisi fissati con una determinazione della Regione Lazio del 2022.
Le richieste, inviate via PEC, riguardano chi ha superato il tetto di 140 euro annui per paziente fissato dagli accordi regionali.
Come funziona il controllo
Il meccanismo si basa sui dati delle ricette elettroniche, elaborati ogni tre mesi dalla società regionale LazioCrea: la spesa farmaceutica di ogni medico viene confrontata con la media dei colleghi considerati “più virtuosi” e con gli standard di spesa pro capite fissati dalla Regione. Chi supera in modo sistematico quei parametri riceve la richiesta di rimborso.
Il sistema di monitoraggio non è nuovo — vicende simili si sono già presentate in passato anche in altre Asl del Lazio — ma per i medici coinvolti resta un punto controverso: prescrivere in base ai bisogni clinici del paziente, spiegano da tempo le sigle di categoria, non sempre coincide con restare sotto la media regionale.
Non è ancora chiaro, al momento, se e quanti dei medici interessati presenteranno ricorso contro la richiesta di rimborso.





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