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L’ex ONMI di Viterbo, dalla Casa della madre e del fanciullo a spazio musicale per i giovani

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L’edificio dell’ex ONMI in via Santa Maria in Volturno a Viterbo, con la scritta ONMI sopra l’ingresso

Chi passa davanti all’ex ONMI, nel centro storico di Viterbo, vede oggi un cantiere quasi concluso. Ma quella scritta ancora leggibile sulla facciata — «ONMI» — racconta una pagina poco nota della città: qui, dai primi anni Quaranta, aveva sede la Casa della madre e del fanciullo, gestita dalla federazione locale dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia.

Cos’era l’ONMI

L’Opera Nazionale Maternità e Infanzia nacque nel 1925 come ente nazionale per l’assistenza a madri e bambini in difficoltà: consultori, colonie estive, case per l’infanzia sorsero in tutta Italia, spesso in edifici di architettura razionalista, lo stile geometrico e essenziale tipico degli anni Trenta e Quaranta. L’ente restò attivo fino al 1975, quando le sue funzioni passarono alle Regioni e ai Comuni. L’edificio di Viterbo, con le sue linee sobrie da edilizia pubblica dell’epoca, è una testimonianza di quella stagione.

Il recupero, insieme a Sant’Orsola e alle Scuderie del Bramante

L’ex ONMI torna ora nella disponibilità del Comune dopo lavori di recupero, restauro e rifunzionalizzazione, insieme ad altri due immobili storici del centro: l’ex chiesa di Sant’Orsola e le Scuderie del Bramante in piazza Sallupara. Con la delibera n. 195 del 23 giugno 2026, approvata all’unanimità su proposta della sindaca Chiara Frontini, la giunta ha definito le destinazioni d’uso dei tre edifici: Sant’Orsola e le Scuderie del Bramante diventeranno spazi per teatro, danza e spettacolo dal vivo, mentre l’ex ONMI sarà dedicato ad attività culturali, educative e formative per bambini e giovani, con particolare attenzione all’educazione musicale. La gestione degli spazi avverrà tramite procedure a evidenza pubblica.

Un tassello della candidatura a Capitale della Cultura

Il recupero dei tre edifici si inserisce nel percorso che porta Viterbo a candidarsi a Capitale Europea della Cultura 2033: restituire alla città spazi chiusi da anni, con una nuova vita culturale, è uno dei tasselli con cui il centro storico prova a rendersi più attraente per residenti e visitatori.

Da colonia per l’infanzia dell’Italia degli anni Quaranta a laboratorio musicale per le nuove generazioni: la storia dell’ex ONMI, se il progetto andrà in porto, cambierà ancora una volta forma restando fedele alla sua missione più antica — prendersi cura dei più piccoli.

Fonte: delibera di Giunta comunale n. 195 del 23 giugno 2026, Comune di Viterbo.

Foto: l’ex ONMI in via Santa Maria in Volturno, ad agosto 2026.

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Articolo di Redazione

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