È arrivato alle battute finali il processo per l’uccisione di Zaira, l’asina di proprietà dell’ex rugbista Andrea Lo Cicero, colpita a morte da un fucile da caccia nella campagna di Nepi nel novembre 2020.
Cosa contesta l’accusa
Secondo la ricostruzione dell’accusa, un uomo di 80 anni, partecipante a una battuta di caccia al cinghiale nei terreni vicini alla proprietà di Lo Cicero, avrebbe sparato colpendo l’animale, che si trovava nel terreno dell’ex giocatore insieme a lui, alla moglie e al figlio piccolo. La pubblica accusa ha chiesto per l’imputato una condanna a sei mesi di reclusione e a 5mila euro di multa. Il procedimento, va ricordato, non si è ancora concluso: l’imputato è presunto innocente fino a sentenza definitiva.
La parte civile
Lo Cicero si è costituito parte civile nel procedimento, assistito dall’avvocato Francesco Visco, chiedendo al giudice sia la condanna dell’imputato sia una provvisionale a titolo di risarcimento, rimandando la quantificazione definitiva del danno a un separato giudizio civile. Il giudice ha fissato un’udienza in autunno per le dichiarazioni spontanee dell’imputato e per la discussione finale.
Il caso, all’epoca dei fatti, ebbe una vasta eco mediatica. A quasi sei anni di distanza, il processo di primo grado si avvia ora verso la conclusione.
Foto: Croberto68, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.





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