Venerdì 16 ottobre 2026Anno I · Edizione online

Nepi, uccise l’asina di Andrea Lo Cicero durante una battuta di caccia: il pm chiede sei mesi

,

2 min di lettura

Le torri della Rocca dei Borgia a Nepi, in provincia di Viterbo

È arrivato alle battute finali il processo per l’uccisione di Zaira, l’asina di proprietà dell’ex rugbista Andrea Lo Cicero, colpita a morte da un fucile da caccia nella campagna di Nepi nel novembre 2020.

Cosa contesta l’accusa

Secondo la ricostruzione dell’accusa, un uomo di 80 anni, partecipante a una battuta di caccia al cinghiale nei terreni vicini alla proprietà di Lo Cicero, avrebbe sparato colpendo l’animale, che si trovava nel terreno dell’ex giocatore insieme a lui, alla moglie e al figlio piccolo. La pubblica accusa ha chiesto per l’imputato una condanna a sei mesi di reclusione e a 5mila euro di multa. Il procedimento, va ricordato, non si è ancora concluso: l’imputato è presunto innocente fino a sentenza definitiva.

La parte civile

Lo Cicero si è costituito parte civile nel procedimento, assistito dall’avvocato Francesco Visco, chiedendo al giudice sia la condanna dell’imputato sia una provvisionale a titolo di risarcimento, rimandando la quantificazione definitiva del danno a un separato giudizio civile. Il giudice ha fissato un’udienza in autunno per le dichiarazioni spontanee dell’imputato e per la discussione finale.

Il caso, all’epoca dei fatti, ebbe una vasta eco mediatica. A quasi sei anni di distanza, il processo di primo grado si avvia ora verso la conclusione.

Foto: Croberto68, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Articolo di Redazione

Segnala un errore in questo articolo

0 risposte a “Nepi, uccise l’asina di Andrea Lo Cicero durante una battuta di caccia: il pm chiede sei mesi”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *