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Il Piano per il centro storico di Viterbo: che cos’è, chi lo cura e cosa sta già facendo il Comune

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Facciata della chiesa dei Santi Giuseppe e Teresa a Viterbo
Foto Cronaca di Viterbo

Nella nostra intervista a Orazio Carpenzano, il professore della Sapienza che ne guida il lavoro scientifico, abbiamo parlato di visione e di priorità. Qui ricostruiamo i fatti: che cos’è il Piano attuativo del centro storico, da dove nasce, a che punto è e cosa il Comune ha già messo in campo.

Da dove nasce: il Masterplan

La storia comincia nel gennaio 2016, quando l’allora assessorato al Centro storico affida al Dipartimento di Architettura e Progetto (DiAP) della Sapienza, con un contratto di ricerca, uno studio sulla città dentro le mura. La direzione scientifica è di Carpenzano. Il risultato è il Masterplan, approvato dal Comune e raccolto in un libro a cura di Paolo Marcoaldi, edito da Quodlibet e presentato in città nel settembre 2018.

Il Masterplan è un documento di indirizzo: indica una visione e delle direzioni, ma da solo non ha la forza di una norma urbanistica.

Dal Masterplan al Piano attuativo

Il passo successivo arriva nel novembre 2024. Il 27 novembre, nella Sala consiliare di Palazzo dei Priori, la sindaca Chiara Frontini e l’assessore alla qualità degli spazi urbani Emanuele Aronne presentano l’accordo tra il Comune e il DiAP della Sapienza per il «Piano attuativo di recupero del centro storico». Con loro Carpenzano e l’architetto Stefano Peruzzo, dirigente del settore VII del Comune.

La differenza rispetto al Masterplan è sostanziale: un piano attuativo traduce le indicazioni in regole, cioè norme tecniche e schede che dicono cosa si può fare, edificio per edificio e spazio per spazio.

A che punto è

Il Piano è stato presentato a Palazzo dei Priori il 27 maggio 2026. Come ci ha spiegato Carpenzano, il lavoro è in una fase avanzata di sintesi: si stanno scrivendo norme e schede. Prima che il Consiglio comunale possa adottarlo servono ancora le valutazioni ambientali e le consultazioni previste dalla legge, da completare, nelle sue parole, «nel minor tempo tecnico possibile».

Nell’attesa, Carpenzano propone alcune azioni «tattiche», realizzabili senza aspettare il Piano: usi temporanei dei locali sfitti, a cominciare da quelli di proprietà comunale; pedonalizzazioni guidate con arredi e verde mobile; premialità fiscali; un ascolto permanente dei comitati.

Cosa sta già facendo il Comune

In parallelo al Piano, la Giunta ha approvato il 4 aprile 2025 la delibera n. 110, presentata dall’amministrazione come il completamento del piano per il rilancio del centro storico. Le misure nuove sono tre:

  • un calendario annuale degli eventi, comunicato con largo anticipo;
  • la sosta gratuita nei parcheggi in struttura e a raso per chi fa acquisti in centro, grazie a un monte ore acquistato dal Comune dalla società Francigena;
  • un tavolo di concertazione permanente con residenti e commercianti per ciascuna zona del centro.

Nello stesso comunicato il Comune elenca le misure già avviate: telecamere nei punti più sensibili e il progetto «Vigile di quartiere», il contrasto all’abusivismo, la riduzione del 75% della TARI per le nuove attività e residenze dentro le mura, il ritorno del mercato del sabato in piazza della Rocca, le linee guida per il piano urbanistico commerciale, la nuova illuminazione artistica delle mura, il recupero della chiesa degli Almadiani, della Zaffera, del Lazzaretto e della torre civica, i nuovi autobus elettrici per il centro storico e l’avvio del piano urbano della mobilità sostenibile. In arrivo, secondo l’amministrazione, il piano dei dehors.

Le prossime tappe

Il calendario dipende ora dalle valutazioni ambientali e dalle consultazioni, poi dal passaggio in Consiglio comunale per l’adozione. Seguiremo ogni passaggio. Le date, quando saranno ufficiali, le pubblicheremo qui.

Fonti. Comune di Viterbo, comunicato del 25 settembre 2018; comunicato del 26 novembre 2024; comunicato del 4 aprile 2025; intervista a Orazio Carpenzano.

Articolo di Redazione

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