Il solarium di cemento costruito senza autorizzazione accanto a una delle vasche delle Piscine Carletti non potrà essere tolto con un colpo di ruspa. Con l’ordinanza dirigenziale n. 722 del 20 ottobre 2026 il Comune di Viterbo ha stabilito come va fatta la demolizione, che aveva già ordinato l’8 settembre (ne avevamo scritto qui).
Prima il progetto
Il nuovo atto integra l’ordinanza n. 591 e si rivolge alla stessa persona che, secondo il Comune, ha realizzato le opere. Entro 20 giorni dalla notifica dovrà presentare un progetto esecutivo per demolire il camminamento-solarium in cemento e rimuovere le canalette di scolo posate nel canale naturale. Il progetto deve garantire la tutela delle vasche termali, delle sorgenti e dei resti archeologici della zona.
Il documento andrà alla Soprintendenza e al Settore Lavori pubblici del Comune: i lavori potranno cominciare solo dopo la loro approvazione e dopo l’autorizzazione ad accedere al cantiere. Se l’area è ancora sotto sequestro, servirà anche un dissequestro temporaneo da parte dell’autorità giudiziaria.
I tempi
I 90 giorni per riportare i luoghi allo stato originario, già fissati a settembre, decorreranno dalla notifica di questa nuova ordinanza, che sarà consegnata insieme a quella precedente. Se il termine passerà senza risultati, sarà il Comune a far redigere il progetto e ad addebitarne le spese.
L’area delle Piscine Carletti è di proprietà comunale ed è sottoposta a vincolo archeologico, paesaggistico e termale. Proprio per questo l’atto chiede un intervento che tolga il cemento senza danneggiare le vasche, che sono uno dei luoghi più frequentati delle terme libere di Viterbo. L’ordinanza è stata trasmessa anche alla Procura, alla Soprintendenza e alla Regione.
Fonte: Albo pretorio del Comune di Viterbo — Ordinanza dirigenziale n. 722 del 20/10/2026 (reg. 5627/2026).





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