Un deposito abusivo di rifiuti esteso per circa 650 metri cubi è stato scoperto e sequestrato dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Viterbo in strada Bullicame, alla periferia della città. L’area, che comprende due appezzamenti privati adiacenti a un’abitazione civile, ospitava un accumulo eterogeneo di materiali: rottami ferrosi, plastica, legno, pneumatici, oli esausti, fusti di vernice, batterie esauste e due veicoli abbandonati, oltre a rifiuti urbani indifferenziati e ingombranti.
Secondo quanto accertato dai militari, il sito era riconducibile all’attività di un rigattiere specializzato in sgomberi di abitazioni (“svuota cantine”), che nel tempo avrebbe utilizzato i due terreni come deposito non autorizzato per il materiale raccolto durante i lavori, mescolando scarti non pericolosi a rifiuti classificati come speciali pericolosi.
La denuncia e le sanzioni previste
Il titolare dell’attività è stato denunciato per violazione degli articoli 192, 255-ter e 256 del Testo unico ambientale (decreto legislativo 152 del 2006), che puniscono l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti con la reclusione fino a cinque anni e sei mesi, oltre all’obbligo di ripristinare a proprie spese lo stato dei luoghi. Le due aree restano sotto sequestro preventivo in attesa degli accertamenti tecnici sulla natura e la pericolosità dei materiali stoccati.
L’operazione rientra nell’attività di controllo del territorio che i Carabinieri Forestali conducono in modo continuativo nella provincia di Viterbo, a tutela dell’ambiente e della salute pubblica: un fronte su cui i sequestri per deposito incontrollato di rifiuti tornano periodicamente a incidere sulle aree periferiche del capoluogo, spesso legate ad attività di recupero e sgombero non regolarizzate. Chi riscontra situazioni analoghe può segnalarle alla stazione dei Carabinieri Forestali competente per territorio.
Sul tema delle acque e delle tradizioni legate al Bullicame, storica sorgente termale citata già da Dante, Cronaca di Viterbo ha raccontato in passato la storia delle terme libere della città.





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