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La fontana di piazza della Rocca e il blocco di peperino che non passava dalla porta

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La fontana di piazza della Rocca a Viterbo, in peperino, con le gradinate, le vasche sovrapposte e il giglio in cima; sullo sfondo Porta Fiorentina
Foto: Ben Skála, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Per portarla in piazza bisognò allargare una porta della città. Il blocco di peperino destinato alla fontana di piazza della Rocca era così grande che, per farlo entrare a Viterbo, fu necessario ampliare la porta di San Sisto, quella che oggi chiamiamo Porta Romana. Basta questo per capire che cosa si volesse ottenere: una fontana alta circa otto metri, fatta per dare spettacolo al centro della piazza.

Sta davanti alla rocca Albornoz, a due passi da Porta Fiorentina. Nel Medioevo qui c’era una fontana più modesta, detta di San Pietro alla Rocca, rifatta nel 1492 da Nicola Stroncapori. Nel 1550 il Comune decise di rinnovarla, e nacque l’opera che vediamo oggi.

Il disegno è attribuito a Jacopo Barozzi, il Vignola, l’architetto che negli stessi anni lavorava per i Farnese al palazzo di Caprarola. La data è scritta sulla fontana stessa: una lapide in latino sulla vasca ottagonale ricorda l’opera iniziata dal cardinale legato Ippolito d’Este e portata a termine dal cardinale Alessandro Farnese, «legato perpetuo», nel primo anno di papa Pio V, il 1566. L’esecuzione fu affidata allo scalpellino Paolo Cenni, ma la fontana mostrò presto problemi di stabilità: fu smontata e ricostruita, e a rimetterla in piedi, rispettando il disegno originale, furono l’architetto Giovanni Malanca e i viterbesi Antonio di Pietro con i figli Cesare e Diomede.

Va letta dal basso verso l’alto. La base ha otto lati: su quattro salgono le gradinate, sugli altri si aprono vasche a mezzaluna, separate da grandi mensoloni e da blocchi di pietra da cui teste di leone gettano acqua. Al centro della vasca ottagonale si alza il fusto, circondato da una corona di arpie a mezzo busto che versano acqua anche loro. Sopra, una vasca rotonda con altre teste di leone, poi un bulbo di foglie d’acanto, una seconda vasca e, in cima a tutto, il giglio, emblema dei Farnese. Un altro giglio e uno stemma cardinalizio sono scolpiti sul fianco della vasca.

Per gustarla davvero, guardatela prima da lontano, dal lato di Porta Fiorentina, e seguite con gli occhi le vasche una sopra l’altra fino al giglio. Poi avvicinatevi: cercate la lapide sulla vasca grande, le arpie intorno al fusto e lo stemma del cardinale. In una giornata di sole il peperino grigio, sotto l’azzurro del cielo, mostra ogni foglia scolpita.

Com’è oggi la fontana, e cosa è stato fatto negli ultimi anni: Fontane storiche, il progetto per restaurarne diciotto è del 2023: tre anni dopo i restauri affidati sono due.

Dove si trova
  • 1Fontana di piazza della Rocca

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Articolo di Redazione

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