Redazione, da un approfondimento di Bruno Pagnanelli. Con questo articolo nasce «Clima e città»: uno spazio in cui riprendiamo gli approfondimenti di divulgazione scientifica di Bruno Pagnanelli e li portiamo su Viterbo, verificando ogni dato alla fonte.
Un piazzale davanti a una scuola, tutto pavimentato e senza un filo d’ombra, e accanto la stessa immagine con una fila di alberi, panchine e aiuole. È il confronto da cui è partito Bruno Pagnanelli, divulgatore che da anni racconta meteo e clima sulla sua pagina, per una riflessione che ha usato proprio Viterbo come esempio: che cosa cambierebbe, d’estate, se le piazze e i piazzali della città avessero più alberi?

La domanda non è retorica. L’estate appena passata è stata lunga e calda, e ha spinto molti viterbesi a evitare gli spazi aperti nelle ore centrali della giornata. Alcuni luoghi, come i piazzali assolati davanti alle scuole, diventano vere e proprie isole di calore.
Cosa dice lo studio
Pagnanelli richiama una ricerca pubblicata nel dicembre 2024 sulla rivista scientifica Communications Earth & Environment, del gruppo Nature, firmata da un gruppo di ricercatori guidato dall’Università di Cambridge (Haiwei Li, Yongling Zhao, Chenghao Wang, Diana Ürge-Vorsatz, Jan Carmeliet e Ronita Bardhan). Il titolo, tradotto, è «L’efficacia di raffreddamento degli alberi nelle città dipende dal clima, dalla forma urbana e dalle caratteristiche degli alberi».
Gli autori hanno messo insieme i risultati di 182 studi condotti in 110 città e regioni del mondo, distribuite su 17 tipi di clima. Le conclusioni principali sono tre.
- Gli alberi raffreddano, e molto. A livello dei pedoni possono abbassare la temperatura dell’aria fino a 12 °C, grazie all’ombra e all’acqua che le foglie rilasciano nell’aria.
- Funzionano quasi ovunque. Nell’83% delle città esaminate, la presenza di alberi riporta le temperature di picco mensili sotto i 26 °C, la soglia considerata di comfort termico.
- Non tutti gli alberi, non in ogni posto. L’effetto cambia molto con il clima: nelle zone tropicali più umide il raffreddamento di giorno scende a circa 2 °C.
Il punto che riguarda Viterbo
Lo studio contiene un avvertimento che interessa da vicino una città dal clima temperato come la nostra. Di notte, alberi scelti male o piantati nel posto sbagliato possono trattenere il calore invece di disperderlo: nei climi temperati i ricercatori hanno misurato un riscaldamento notturno fino a 1,5 °C. In altre parole, piantare non basta: bisogna scegliere le specie giuste, disporle bene e soprattutto farle crescere.
Per i climi temperati la ricerca indica una strada precisa: in spazi urbani aperti, come piazze e piazzali, un mix di specie a foglia caduca e sempreverdi raffredda in media circa mezzo grado in più rispetto all’uso di una sola specie.
C’è poi il tempo. Un albero giovane costa cure e dà pochi benefici; i benefici crescono quando la chioma si sviluppa e restano alti per tutta la sua maturità. È uno schema noto agli studiosi di verde urbano: chi pianta oggi raccoglie l’ombra tra qualche anno, a patto che l’albero attecchisca.
Su questo Viterbo ha già un esempio concreto. Nei nuovi parcheggi della città, dal Riello al Carmine, diversi alberi piantati di recente si sono seccati senza attecchire, e il Comune ha avviato sostituzioni e verifiche. È proprio il caso di cui parla lo studio: la cura dei primi anni conta quanto la scelta di piantare.
La Viterbo che può essere
Abbiamo provato a immaginare piazza della Rocca, oggi occupata dalle auto in sosta, con alberi, aiuole e panchine.


Cosa si può fare
Le indicazioni della ricerca si traducono in alcune scelte concrete per una città come Viterbo:
- partire dagli spazi aperti più esposti e più frequentati, come i piazzali davanti alle scuole e le piazze pavimentate;
- usare più specie insieme, alternando alberi a foglia caduca e sempreverdi;
- scegliere specie adatte al nostro clima e lasciare spazio alle radici;
- prevedere irrigazione e manutenzione almeno nei primi anni, finché l’albero non è autonomo.
Per chi vuole approfondire, i ricercatori hanno messo online un database interattivo che permette di stimare l’effetto dei diversi tipi di verde nelle città con clima e struttura simili. Altre soluzioni contro il caldo urbano, dalla depavimentazione alla ventilazione naturale, le abbiamo raccontate qui.
Fonti. H. Li, Y. Zhao, C. Wang, D. Ürge-Vorsatz, J. Carmeliet, R. Bardhan, «Cooling efficacy of trees across cities is determined by background climate, urban morphology, and tree trait», Communications Earth & Environment 5, 754 (2024), in accesso libero; comunicato dell’Università di Cambridge. Lo spunto è tratto dal post di Bruno Pagnanelli.





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