Il caldo urbano è anche un problema di città. Le ondate di calore non dipendono soltanto dalle temperature esterne. Asfalto, cemento e superfici scure assorbono e rilasciano calore, contribuendo al fenomeno dell’isola di calore urbana. Per questo molte città stanno sperimentando interventi che combinano architettura, verde, materiali e gestione dello spazio pubblico.
Costruire come un termitaio: raffrescamento senza sprecare energia
Una delle idee più interessanti arriva dall’osservazione della natura. I termitai mantengono condizioni interne relativamente stabili grazie a sistemi di ventilazione e circolazione dell’aria. L’architettura bioclimatica studia principi analoghi: orientamento degli edifici, ventilazione naturale, schermature solari, massa termica e involucri progettati per limitare il surriscaldamento. Non significa copiare un termitaio alla lettera, ma utilizzare la biomimesi per progettare edifici più adatti al clima.
Nel sud del Marocco alcune architetture tradizionali utilizzano sistemi di ventilazione naturale simili alle torri del vento, capaci di convogliare l’aria e favorire il raffrescamento degli ambienti senza ricorrere all’energia elettrica.


Giardini verticali e alberi: portare il verde dove manca spazio
Quando non è possibile creare grandi parchi, il verde può svilupparsi anche in verticale. Pareti e giardini verticali possono contribuire all’isolamento termico degli edifici e alla mitigazione dell’isola di calore.

Roma e la depavimentazione: togliere asfalto per restituire suolo
Roma sta sperimentando la depavimentazione, cioè la rimozione di superfici asfaltate o impermeabili per restituire spazio al verde e a pavimentazioni drenanti. A piazzale Clodio sono stati avviati lavori per rimuovere circa 2.300 metri quadrati di asfalto, sostituendoli con prato, pavimentazione drenante e nuovi alberi. Nel progetto del Parco del Celio è prevista una depavimentazione di circa 4.000 metri quadrati.
Teli ombreggianti e nebulizzatori
In molte città italiane sono stati utilizzati nebulizzatori e tende ombreggianti per rinfrescare le aree maggiormente frequentate. Non esiste una unica sola soluzione: le strategie più efficaci sono probabilmente quelle che combinano interventi diversi.
E Viterbo cosa potrebbe fare?
Viterbo ha caratteristiche diverse da una grande metropoli, ma il problema del caldo urbano riguarda anche le città di dimensioni più contenute. La domanda diventa quindi concreta: quali interventi sarebbero più utili e realistici per rendere Viterbo più fresca, vivibile e resiliente durante l’estate?
Un piccolo sondaggio, a voce alta: cosa faresti a Viterbo? Piantare più alberi e creare zone d’ombra; togliere asfalto e cemento dove possibile; teli per filtrare le radiazioni e nebulizzatori nelle aree più frequentate; puntare sull’architettura bioclimatica nei nuovi edifici. Ditecelo nei commenti.
Fonti essenziali
- ENEA, «25 soluzioni green per contrastare le isole di calore in città», 3 luglio 2025.
- Roma Capitale, «Piazzale Clodio, iniziati i lavori di depavimentazione», 11 novembre 2025.
- Roma Capitale, «Presentato il progetto del nuovo Parco del Celio», progetto di riqualificazione.
- Roma Capitale, «L’Atlante delle pavimentazioni per contrastare il surriscaldamento», 9 ottobre 2025.
- ISPRA, progetto MIRIFICUS e comunicato sulle isole di calore urbane, 2026.





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