Opinione — un contributo di Luca Sarcone.
Viterbo non manca di verde nei dintorni — basta allontanarsi di poco per trovare campagna, boschi, la Tuscia che tutti conosciamo. Ma le aree verdi vere e proprie dentro la città, quelle raggiungibili a piedi da chi ci abita, restano poche. E nel centro storico, dove servirebbero di più, sono quasi assenti.
Non solo un problema estetico
Le aree verdi urbane non sono un vezzo. Servono a chi ha bambini e cerca uno spazio sicuro dove farli giocare senza il traffico a pochi metri. Servono agli animali domestici, che in un centro storico fatto di pietra e asfalto non hanno quasi mai un angolo di prato dove stare. E servono, più in generale, alla città intera: gli alberi e il verde migliorano la qualità dell’aria che respiriamo, e mitigano le cosiddette isole di calore urbane — quelle zone dove asfalto e cemento assorbono e rilasciano calore, rendendo le estati ancora più pesanti proprio dove il verde manca di più.
Il centro storico è il punto più critico
È lì che la carenza si sente maggiormente: pietra, asfalto e pochissimi alberi, in un tessuto urbano che per sua natura fatica a ospitare grandi parchi. Ma proprio per questo ogni albero, ogni piccola area verde ricavata in uno slargo o in una piazza, pesa di più — sia per chi ci abita sia per chi visita la città e cerca un po’ d’ombra tra un monumento e l’altro.
Cosa si potrebbe fare
Non servono per forza grandi interventi: piccole aree verdi diffuse, alberature lungo le strade dove è possibile, una manutenzione più attenta di quello che già esiste — perché uno spazio verde trascurato scoraggia chi dovrebbe usarlo. E, dove lo spazio a terra proprio non c’è, si può guardare a soluzioni verticali o a coperture verdi, già sperimentate in altre città italiane. La direzione conta più della dimensione del singolo intervento: più verde vissuto, non solo più verde annunciato.
Le opinioni espresse in questo contributo sono dell’autore e non impegnano la redazione.





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