Nel Duecento, per quasi ventiquattro anni, Viterbo fu sede della curia pontificia: la città ospitò cinque papi e, nel 1271, il conclave più lungo della storia della Chiesa — quasi tre anni. Il segno più visibile di quella stagione è ancora oggi il Palazzo dei Papi, con la sua celebre loggia gotica affacciata sulla valle.
La loggia, simbolo della città
Costruita nel XIII secolo, la loggia ad archi trilobati è probabilmente l’immagine più riprodotta di Viterbo: leggera, sospesa, in contrasto con la solidità del palazzo-fortezza a cui è addossata. Da lì si domina la valle di Faul, lo stesso panorama che i cardinali vedevano durante le lunghe elezioni papali ospitate in città.
Il palazzo nacque per ospitare la corte pontificia lontano da Roma, in un periodo di instabilità politica: oggi resta il monumento che racconta meglio il ruolo di Viterbo come “città dei papi”, capace per un breve periodo di rivaleggiare con la stessa Roma come centro del potere religioso.
Visitabile e affacciato su Piazza San Lorenzo, nel cuore del quartiere più antico della città, il Palazzo dei Papi resta il punto da cui iniziare per capire perché Viterbo porta ancora, nel nome e nell’identità, quella stagione medievale.
Foto: pubblico dominio, via Wikimedia Commons.





Lascia un commento