Manca ancora qualche settimana al 3 settembre, ma a Viterbo il conto alla rovescia per il Trasporto della Macchina di Santa Rosa è già iniziato, tra le prime prove e i preparativi che animano la città. È il momento giusto per raccontare cos’è davvero la Macchina, per chi la vede da fuori o la conosce solo di fama.
Una torre che cammina
La Macchina di Santa Rosa è una torre luminosa alta circa 30 metri e pesante svariate tonnellate, che ogni anno viene portata a spalla per le vie del centro storico da un centinaio di uomini, i Facchini di Santa Rosa. Il percorso, di circa un chilometro, si compie interamente al buio, illuminato solo dalle luci della struttura stessa: un effetto che rende il Trasporto uno degli spettacoli popolari religiosi più scenografici d’Italia.
La tradizione, che affonda le radici nel Seicento, è stata riconosciuta dall’UNESCO nel 2013 come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, insieme ad altre quattro macchine a spalla italiane. Ogni pochi anni la struttura viene rinnovata: l’ultima versione, “Dies Natalis”, è quella che i viterbesi vedono sfilare da qualche stagione.
Nelle prossime settimane racconteremo altre tappe di questo percorso — dai Facchini alla storia delle Macchine, fino al giorno del Trasporto. Un modo per vivere l’attesa, non solo il 3 settembre.
Foto: Dietrich Kuhlgatz, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.





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