Da quasi un mese Dies Natalis svetta in piazza San Sisto. La Macchina di Santa Rosa firmata da Raffaele Ascenzi — trenta metri di altezza, cinquanta quintali, cento facchini a portarla — è stata montata a partire dal 9 luglio, quasi due mesi prima del Trasporto. È il secondo anno di fila, e in città il tema torna a farsi sentire: in questi giorni sui social circola la proposta di raccogliere firme per tornare al montaggio di fine agosto e all’illuminazione riservata alla sera del 3 settembre.
Perché il Comune ha anticipato
La scelta nasce dall’esperienza del 2025, l’anno giubilare, quando il flusso di pellegrini e turisti aveva potuto vedere la Macchina da vicino ben prima del Trasporto. Da lì la decisione di replicare, con due argomenti dichiarati dall’amministrazione: valorizzare il riconoscimento del Trasporto come patrimonio immateriale UNESCO e dare alla tradizione una vetrina lunga circa sessanta giorni.
C’è però una ragione più concreta, e riguarda un vuoto che Viterbo si porta dietro da decenni: non esiste un museo delle Macchine di Santa Rosa che permetta di vederle durante l’anno. Finché quel museo non c’è, il montaggio anticipato resta l’unico modo per far conoscere da vicino la tradizione a chi il 3 settembre non può essere in città.
Quanto costa
Il conto dell’allestimento è pubblico. Il Comune ha impegnato in tutto 30.525,39 euro. La base del servizio era di 20.220 euro; in trattativa la ditta ha praticato un ribasso del 5%, portando il lavoro a 19.209 euro, cui si aggiungono 5.391,94 euro di oneri per la sicurezza del cantiere e le imposte. All’impresa — la Fiorillo di Viterbo, la stessa che segue abitualmente il montaggio — andranno 30.013,15 euro, con pagamento previsto a fine agosto; i restanti 512,24 euro restano al Comune come incentivo per le funzioni tecniche dei dipendenti che seguono la pratica. Responsabile del procedimento è l’architetto Sergio Proietti, la direzione dei lavori è affidata all’architetto Eleonora Petroselli. Sulle iniziative legate alla festa la Regione Lazio ha stanziato quest’anno 45mila euro.
Le due sensibilità
Chi non condivide l’anticipo non contesta i conti: contesta la perdita di un rito. Per molti viterbesi il momento in cui la Macchina viene scoperta a poche ore dal Trasporto è un’attesa collettiva fatta di curiosità e batticuore, e il timore è che vederla ferma in piazza per due mesi finisca per diluire quell’emozione. È una posizione che nasce da un attaccamento profondo, non da polemica.
Dall’altra parte c’è chi ricorda che l’esposizione ha permesso a migliaia di persone — visitatori, ma anche viterbesi che il 3 settembre lavorano o sono lontani — di vedere Dies Natalis da vicino, e che le serate di illuminazione, con la rete di led che simula le fiamme vive, sono diventate un appuntamento partecipato. Alla prima accensione, il 19 luglio, erano in piazza la sindaca Chiara Frontini, il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini, il capofacchino Luigi Aspromonte, il presidente del consiglio comunale Marco Ciorba e il costruttore Mirko Fiorillo.
Cosa resta da vedere
Fino al Trasporto restano due passeggiate narrate gratuite, sabato 8 e sabato 22 agosto: ritrovo alle 21 in piazza San Sisto, senza prenotazione, con una guida turistica e un facchino del Sodalizio che accompagnano i partecipanti fino al Santuario di Santa Rosa raccontando la storia della Macchina e della città.
Il Trasporto è fissato per giovedì 3 settembre alle 21. Quest’anno è dedicato alla pace e la madrina sarà la giornalista del Tg1 Valentina Bisti. A portare Dies Natalis ci saranno anche undici nuovi facchini, entrati quest’anno nel Sodalizio.
Foto: la chiesa di San Sisto, nella piazza dove Dies Natalis è montata da luglio. Foto: Ben Skála, Benfoto, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons





Lascia un commento