Venerdì 16 ottobre 2026Anno I · Edizione online

Centro storico ai soli residenti: la proposta per liberare Viterbo dal traffico

, ,

3 min di lettura

Vicolo medievale con case in pietra e profferli, congestionato da auto parcheggiate su entrambi i lati

Opinione — un contributo di Luca Sarcone.

Il centro storico di Viterbo non è nato per le automobili. Strade strette, pensate per il passo di chi cammina, oggi si trovano a reggere un traffico che non era previsto: auto in transito, auto in sosta, motori accesi tra palazzi medievali che non erano fatti per assorbire rumore e smog. Vale la pena chiedersi se non sia il momento di limitare l’accesso ai soli residenti.

Quello che il traffico porta con sé

Non è solo una questione di comodità. Il traffico veicolare nel cuore della città comporta effetti concreti, tutti documentati altrove in centri storici simili al nostro: inquinamento che si deposita su facciate e monumenti pensati per durare secoli, non per essere esposti agli scarichi; pericolo per chi cammina in strade dove marciapiedi spesso non ci sono, e dove pedoni e veicoli condividono lo stesso spazio ristretto; rumore che si somma a quello già presente e che rompe l’atmosfera che dovrebbe essere il primo motivo per visitare un centro storico; decoro compromesso da file di auto parcheggiate davanti a facciate, fontane, portali che meriterebbero di essere guardati senza un cofano in primo piano.

Una proposta, non una novità

Restringere l’accesso ai soli residenti — con permessi per carico/scarico, disabili ed emergenze, come già avviene in molti altri centri storici italiani — non è un’idea eccentrica: è il modello scelto da diverse città di dimensioni e caratteristiche simili a Viterbo, proprio per restituire gli spazi a chi cammina e a chi visita. L’effetto atteso è duplice: più spazio e sicurezza per la circolazione pedonale, e un’esperienza migliore per chi arriva in città da turista, in un momento in cui Viterbo punta anche sulla candidatura a Capitale della Cultura.

Le domande aperte, per onestà

Una misura così ha bisogno di essere pensata bene, non annunciata e basta: come si gestiscono i rifornimenti alle attività commerciali? Come si tutelano i residenti che oggi usano l’auto per necessità, non per abitudine? Serve un sistema di permessi chiaro, magari graduale, con una fase di transizione. Ma il punto di partenza — chiedersi se il traffico privato debba avere la priorità su un centro storico che vive di turismo, commercio di prossimità e qualità della vita di chi ci abita — resta, secondo chi scrive, una domanda a cui vale la pena rispondere.

Le opinioni espresse in questo contributo sono dell’autore e non impegnano la redazione.

Immagine di apertura generata con intelligenza artificiale, non una fotografia.

Segnala un errore in questo articolo

0 risposte a “Centro storico ai soli residenti: la proposta per liberare Viterbo dal traffico”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *