Venerdì 16 ottobre 2026Anno I · Edizione online

Viterbo senza marciapiedi: una città difficile da vivere a piedi

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2 min di lettura

Marciapiede strettissimo tra auto parcheggiate e facciate di edifici

Opinione — un contributo di Luca Sarcone.

Provate a percorrere a piedi alcune strade di Viterbo, fuori dalle vie più centrali, e la sensazione è la stessa: il marciapiede o non c’è, o è così stretto da costringere a camminare in fila indiana, un passo dopo l’altro, con la macchina che sfiora il gomito. Non è un dettaglio urbanistico secondario: è la differenza tra una città che si può vivere a piedi e una che si può solo attraversare in auto.

Un problema diffuso, non isolato

Non parliamo di un’eccezione in qualche via periferica. Sono numerose le strade — anche in zone frequentate del centro e nelle arterie che collegano i quartieri — dove il marciapiede è assente, interrotto da un passo carraio, occupato da un cassonetto o da un’auto in sosta, oppure semplicemente troppo stretto per permettere a due persone di incrociarsi senza scendere in strada. Per chi cammina con un passeggino, una carrozzina o semplicemente un carrello della spesa, diventa un percorso a ostacoli.

Perché conta più di quanto sembri

Una città con marciapiedi pochi e stretti è, di fatto, una città che scoraggia chi cammina. Chi può permettersi l’auto la usa anche per spostamenti brevi, perché farlo a piedi è scomodo o poco sicuro. Chi non può — bambini, anziani, persone con disabilità, chi non guida — si ritrova con meno libertà di movimento reale. È un cerchio che si autoalimenta: meno gente cammina, meno la città investe per chi cammina, e così via.

Cosa servirebbe

Non serve reinventare la città, ma guardarla con l’occhio di chi la attraversa a piedi ogni giorno: una mappatura dei tratti senza marciapiede o con marciapiedi non a norma, priorità agli interventi nelle strade più frequentate da pedoni (vicino a scuole, ospedali, fermate del trasporto pubblico), e regole più chiare — e rispettate — contro l’occupazione dei marciapiedi esistenti con auto in sosta o altri ostacoli. Sono interventi che costano meno di una grande opera, ma che cambiano davvero l’esperienza quotidiana di chi vive la città senza un’auto sotto casa.

Le opinioni espresse in questo contributo sono dell’autore e non impegnano la redazione.

Immagine di apertura generata con intelligenza artificiale, non una fotografia.

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