Venerdì 16 ottobre 2026Anno I · Edizione online

Valle Faul, tra erba secca, siepi incolte e un impianto di irrigazione mai attivato

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Valle Faul a Viterbo, prato secco in primo piano e Palazzo dei Papi sullo sfondo

A camminare per Valle Faul in queste settimane si notano più segni della stessa manutenzione mancata. I prati sono completamente inariditi in gran parte del parco. Lungo alcuni vialetti, siepi e arbusti sono cresciuti così tanto da restringere il passaggio a poco più di uno stretto corridoio. E tra le aiuole, sotto foglie secche e pacciamatura consumata, si vede un impianto di irrigazione a goccia che, a giudicare dallo stato del terreno intorno, non risulta mai stato attivato.

Prato secco per il caldo estivo in un parco pubblico di Viterbo

Erba secca e siepi che invadono i vialetti

Non è una contraddizione che prati secchi e vegetazione incontrollata convivano nello stesso parco: sono due tipi diversi di manutenzione che non stanno funzionando allo stesso modo. Il prato ha bisogno di essere irrigato per restare verde, e in più punti quell’acqua evidentemente non arriva. Le siepi e gli arbusti, al contrario, non hanno bisogno di irrigazione per crescere — hanno bisogno di essere potati, ed è quello che non sta succedendo: crescono da soli, senza controllo, fino a invadere i percorsi pensati per chi cammina.

Prato secco per il caldo estivo in un parco pubblico di Viterbo

Il risultato è un parco che, nello stesso momento, mostra i segni sia della siccità sia della vegetazione lasciata crescere senza controllo. D’estate un prato va irrigato regolarmente e le siepi vanno contenute più spesso, non meno.

Un impianto di irrigazione mai entrato in funzione

Proprio accanto a questi stessi prati secchi si trova quello che sembra spiegarne almeno in parte la causa: tubazioni a goccia stese sul terreno, terminali bianchi ancora tappati, mai collegati. Il sistema c’è, materialmente presente. Il problema è che non risulta in funzione.

Prato secco per il caldo estivo in un parco pubblico di Viterbo

Non si tratta di un tratto isolato. In più punti del parco si osserva lo stesso schema: tubazioni a goccia stese attorno alla base degli alberi, sopra un telo antierbe ormai lacerato, con i gocciolatori ancora chiusi dai loro tappi originali — segno che l’acqua non li ha mai attraversati.

Prato secco per il caldo estivo in un parco pubblico di Viterbo

Un impianto di irrigazione a goccia non è un dettaglio da poco: è un investimento pensato apposta per mantenere verdi le aree verdi senza sprecare acqua, distribuendola goccia a goccia direttamente alle radici. Vederlo steso sul terreno, inattivo, accanto a un prato che nel frattempo è seccato, solleva una domanda semplice: perché non è mai stato collegato?

Valle Faul non è un’area qualunque: è il grande parco pubblico ai piedi del Palazzo dei Papi, uno degli spazi verdi più frequentati del centro cittadino, attraversato ogni giorno da chi va a piedi tra il parcheggio e il centro storico. Le condizioni in cui si trova non passano inosservate a chi lo attraversa.

Al Comune chiediamo quale sia il piano di manutenzione ordinaria previsto per Valle Faul nei mesi estivi — irrigazione dei prati e potatura delle siepi comprese — se l’impianto a goccia visibile nel parco sia stato installato nell’ambito di lavori di riqualificazione, per quale motivo non risulti attivo e se ci siano tempi previsti per la sua messa in funzione.

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Articolo di Redazione

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