Opinione — un contributo di Barbara Cangini.
Il weekend dovrebbe essere il momento in cui finalmente possiamo rallentare, dormire un po’ di più, vedere gli amici, dedicarci alle nostre passioni o semplicemente non fare nulla.
Eppure, per alcune persone, proprio quando arrivano il sabato e la domenica può comparire una strana sensazione di malinconia. Non necessariamente una vera tristezza, ma un insieme di inquietudine, vuoto, pensieri negativi, solitudine o insoddisfazione.
È quello che, in modo informale, viene definito Sunday Blues, espressione che viene generalmente associata al disagio della domenica, ma che può essere utilizzata più ampiamente per descrivere quella particolare malinconia che può accompagnare il tempo libero del fine settimana.
Non si tratta di una diagnosi psicologica. È piuttosto un’esperienza che può avere diverse spiegazioni.
E una delle più interessanti è questa: quando diminuiscono gli impegni, aumenta lo spazio mentale. E non sempre ciò che troviamo in quello spazio ci piace.
Quando il tempo libero non è sinonimo di benessere
Durante la settimana siamo continuamente impegnati.
Lavoro, famiglia, commissioni, spostamenti, telefonate, appuntamenti, scadenze. Le nostre giornate sono scandite da una successione di attività che richiedono attenzione.
Poi arriva il weekend.
Improvvisamente abbiamo meno cose da fare.
All’apparenza dovrebbe essere una buona notizia. Ma proprio questa diminuzione degli impegni può lasciare spazio a pensieri che durante la settimana rimangono sullo sfondo.
Preoccupazioni, problemi relazionali, insoddisfazioni, solitudine, domande sul futuro, sensazione di non essere soddisfatti della propria vita.
Non significa che il lavoro o gli impegni siano necessariamente una soluzione ai problemi. Significa piuttosto che la nostra mente, quando non deve occuparsi continuamente di qualcosa, ha più spazio per occuparsi di noi.
E non sempre siamo preparati ad ascoltarla.
Il weekend come spazio per pensare
Durante la settimana possiamo arrivare a sera troppo stanchi per fermarci davvero a riflettere.
Il sabato mattina, invece, possiamo svegliarci senza una particolare urgenza.
E allora può accadere qualcosa di apparentemente paradossale: abbiamo finalmente tempo per noi, ma non sappiamo bene cosa farne.
Un pensiero richiama un altro pensiero.
“Come sto vivendo?” “Perché non sono soddisfatto?” “Perché non vedo abbastanza gli amici?” “Perché non ho una relazione?” “Perché continuo a rimandare quella cosa?” “È davvero questa la vita che voglio?”
Il tempo libero non crea necessariamente questi pensieri. Può semplicemente renderli più visibili.
La trappola delle aspettative: “Nel weekend devo stare bene”
C’è poi un altro elemento particolarmente importante: le aspettative.
Abbiamo spesso un’idea molto precisa di come dovrebbe essere un buon weekend.
Dovremmo riposarci. Divertirci. Uscire. Vedere gli amici. Fare una passeggiata. Andare al cinema. Sistemare casa. Fare sport. Leggere. Cucinare. Recuperare quel progetto che durante la settimana abbiamo trascurato.
In sostanza, il weekend rischia di diventare una lista di cose da fare per sentirci bene.
Ma se arriviamo alla domenica sera e ci accorgiamo di non aver fatto nulla di tutto questo, può comparire una sensazione di fallimento.
“Ho sprecato il weekend.” “Non ho combinato niente.” “È già lunedì.”
E quello che doveva essere tempo libero si trasforma in un’altra forma di prestazione.
Il confronto con gli altri può peggiorare la situazione
I social network possono aggiungere un ulteriore elemento.
Durante il weekend vediamo fotografie di persone in viaggio, cene con gli amici, aperitivi, escursioni, feste, coppie felici, famiglie riunite.
Naturalmente vediamo soltanto una selezione della loro vita.
Ma il nostro cervello può confrontare facilmente quella selezione con il nostro momento peggiore.
Se siamo a casa da soli mentre vediamo decine di persone apparentemente impegnate a divertirsi, possiamo arrivare alla conclusione di essere gli unici a non avere una vita interessante.
È una conclusione che non deriva necessariamente dai fatti.
Il problema non è ciò che gli altri stanno realmente vivendo, ma il confronto tra la loro rappresentazione pubblica e la nostra esperienza privata.
Quando la solitudine diventa più evidente
Il weekend può essere particolarmente difficile per chi vive una situazione di solitudine.
Durante la settimana la solitudine può essere meno percepibile perché siamo circondati da colleghi, persone incontrate casualmente, attività e impegni.
Il sabato e la domenica, invece, la differenza può diventare più evidente.
Non avere programmi può essere piacevole quando abbiamo scelto di stare da soli.
È molto diverso quando ci troviamo soli perché non abbiamo nessuno con cui condividere il nostro tempo e vorremmo averlo.
Questa distinzione è importante. Stare da soli non significa necessariamente sentirsi soli. La solitudine è soprattutto una percezione di disconnessione e di mancanza di relazioni significative.
Il weekend non deve essere perfetto
Una delle strategie più utili può essere quella di ridimensionare le aspettative.
Il weekend non deve necessariamente essere memorabile.
Non dobbiamo tornare al lavoro il lunedì con la sensazione di aver utilizzato ogni minuto nel modo migliore.
Possiamo anche trascorrere una domenica senza fare nulla di particolare.
Il riposo non è tempo perso.
E soprattutto non tutto il tempo libero deve essere riempito.
A volte abbiamo bisogno proprio di uno spazio vuoto.
Imparare a distinguere riposo e passività
Questo non significa che stare tutto il giorno davanti alla televisione o al telefono sia necessariamente riposante.
Il punto è un altro: scegliere consapevolmente ciò che ci fa stare bene, senza trasformarlo in un obbligo.
Una passeggiata può essere piacevole. Un pranzo con un amico può esserlo. Leggere può esserlo. Guardare una serie può esserlo. Anche non fare nulla può esserlo.
La domanda utile non è: “Che cosa dovrei fare oggi?” ma: “Di che cosa ho realmente bisogno oggi?”
A volte la risposta sarà riposare. Altre volte sarà uscire di casa, vedere qualcuno, muoversi, fare qualcosa di creativo oppure affrontare una piccola attività che continuiamo a rimandare.
Una piccola struttura può aiutare
Per alcune persone il problema del weekend è anche la totale assenza di struttura.
Non è necessario programmare ogni ora. Può però essere utile avere alcuni punti di riferimento. Per esempio:
- una piccola attività piacevole;
- un momento all’aria aperta;
- un contatto con qualcuno;
- un’attività fisica compatibile con le proprie condizioni;
- un tempo senza smartphone;
- un momento realmente dedicato al riposo.
La struttura non deve diventare una nuova lista di obblighi. Deve semplicemente evitare che l’intera giornata scivoli via senza che ce ne accorgiamo.
E se usassimo il weekend per ascoltarci?
Forse possiamo guardare alla malinconia del weekend anche da un’altra prospettiva.
Invece di chiederci immediatamente come eliminarla, possiamo provare a domandarci che cosa sta cercando di dirci.
Se ogni weekend ci sentiamo vuoti perché non abbiamo nulla da fare, forse abbiamo bisogno di costruire maggiori interessi o relazioni.
Se ci sentiamo ansiosi appena abbiamo tempo libero, forse siamo abituati a essere continuamente occupati e facciamo fatica a fermarci.
Se invece il tempo libero fa emergere una profonda insoddisfazione per il lavoro o per la nostra vita quotidiana, potrebbe essere utile non limitarsi a “combattere” la malinconia, ma interrogarsi sulle sue cause.
Il sintomo, in questo caso, può diventare un’informazione.
Quando è il caso di prestare maggiore attenzione
Una malinconia occasionale nel weekend non significa avere un problema psicologico.
Se però tristezza, ansia, senso di vuoto o perdita di interesse diventano frequenti, intensi e non rimangono limitati al fine settimana, è opportuno prenderli sul serio.
Ancora di più se interferiscono con il sonno, l’alimentazione, le relazioni, il lavoro o la capacità di provare piacere nelle attività abituali.
In questi casi può essere utile parlarne con un professionista della salute mentale.
Non perché ogni forma di malinconia debba essere trasformata in una diagnosi, ma perché stare male per molto tempo merita attenzione, indipendentemente dall’etichetta che gli diamo.
Il tempo libero non è un esame da superare
Forse il modo più semplice per contrastare i Sunday Blues è cambiare la nostra idea di weekend.
Non deve essere necessariamente pieno. Non deve essere produttivo. Non deve essere divertente a tutti i costi. Non deve assomigliare alle fotografie che vediamo sui social. E soprattutto non deve dimostrare che siamo felici.
Il tempo libero può essere anche uno spazio tranquillo, imperfetto, qualche volta persino malinconico.
Perché il benessere non consiste nell’essere sempre di buon umore.
Consiste anche nel poter attraversare una giornata meno brillante senza pensare che ci sia qualcosa di sbagliato in noi.
E forse il vero obiettivo non è imparare a riempire ogni weekend, ma imparare a sentirci a nostro agio anche quando finalmente non abbiamo nulla da fare.





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