Venerdì 16 ottobre 2026Anno I · Edizione online

Annunci e mancate promesse

2 min di lettura

Viterbo vista dall’aereo, con il centro storico in basso e i Monti Cimini sullo sfondo

Il predicatore e teologo statunitense James Freeman Clarke (1810 – 1888) sostenne che: «Un politico guarda alle prossime elezioni; mentre uno statista guarda alla prossima generazione. Un politico pensa al successo del suo partito [oggi, anche un movimento o una lista civica]; lo statista a quello del suo Paese». La frase è spesso erroneamente attribuita ad Alcide De Gasperi ma si addice perfettamente ai governanti attuali. A tutti i livelli: una infinità di annunci, di promesse e risultati davvero pochi se non, addirittura, disastrosi.

D’altra parte, un’altra famosa frase spiega con efficacia che gli italiani sono sempre stati un po’ così, è nel loro carattere, accertato magistralmente da un motto che sintetizza e dissimula efficacemente le loro qualità e, soprattutto, i loro difetti. Lo hanno attribuito a Giolitti, a Mussolini, ad Andreotti e ad altri, ma chiunque ne sia l’autore, ha immortalato così l’ingovernabilità italiana: “Governare gli italiani non è difficile, è inutile”. Perciò rassegniamoci, gli italiani sono talmente liberi, diffidenti e magari una punta pure matti, che non solo non si lasciano irreggimentare da nessun governante che voglia asservirli; ma trovano sempre il modo di aggirare e superare qualunque sbarramento ideologico e giuridico che non garantisca libero profitto individuale.

Non siamo messi bene. Le realtà urbane, anche quelle più piccole, vivono in un perenne galleggiamento, senza idee, senza visioni di futuro, con i giovani che non vedono l’ora (giustamente) di fuggire per raggiungere città che permettano di far valere le loro capacità e personalità. Eppure, questo stato di cose sembra non scalfire affatto i (pseudo) decisori che si contentano di mettere a disposizione eventi di infimo ordine, che impediscono (per esempio a Viterbo) di essere presa in considerazione da importanti organizzazioni/investitori che (l’ho sentito con le mie orecchie) dicono: «Viterbo non esiste sulla carta geografica». Quanto ci piacerebbe non fosse così!

Foto: Ra Boe, CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons (ritagliata).

Articolo di Elzeviro AP

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