Negli ultimi giorni è tornata a circolare online, come se fosse una dichiarazione recente, una previsione dell’amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei sul futuro degli ingegneri software. In realtà, quella frase risale a gennaio 2026: vale la pena ricostruire cosa disse davvero, in che contesto, e cosa è successo nei sette mesi trascorsi da allora.
Cosa disse Amodei, e quando
Il 23 gennaio 2026, durante un’intervista con Zanny Minton Beddoes, direttrice di The Economist, al World Economic Forum di Davos, Amodei dichiarò: «Penso che potremmo essere a 6-12 mesi di distanza dal momento in cui i modelli faranno la maggior parte, forse tutto, il lavoro degli ingegneri software, dall’inizio alla fine».
A sostegno della previsione, portò l’esempio dei propri collaboratori: «Ho ingegneri, dentro Anthropic, che dicono di non scrivere più codice: lasciano che sia il modello a scriverlo, e si limitano a modificarlo».
I limiti che lo stesso Amodei riconosceva
Nella stessa intervista, Amodei ammetteva di non essere certo dei tempi esatti della transizione, e indicava due ambiti che l’IA non era ancora in grado di automatizzare: la produzione dei chip e l’addestramento dei modelli stessi. Un dettaglio che ridimensiona la portata della previsione: riguardava lo sviluppo software in senso stretto, non l’intero settore tecnologico.
Sette mesi dopo: a che punto siamo
Da gennaio a oggi sono passati sette mesi: siamo quindi a metà della finestra di 6-12 mesi indicata da Amodei, non ancora al suo termine. Gli ingegneri software non sono scomparsi, e non risulta — dalle fonti disponibili — che l’intelligenza artificiale stia già svolgendo “dall’inizio alla fine” il loro lavoro in modo autonomo.
Il fenomeno realmente documentato, coerente con l’esempio che lo stesso Amodei aveva citato, è un altro: un numero crescente di sviluppatori si è spostato verso un ruolo di supervisione e correzione del codice generato dall’intelligenza artificiale, più che di scrittura da zero. Una trasformazione reale del mestiere, ma distinta da una sostituzione completa — e comunque non ancora verificabile con certezza nella sua portata finale, dato che la finestra indicata da Amodei non si è ancora chiusa.
Le reazioni
La previsione aveva già diviso l’opinione pubblica a gennaio, tra chi la considerava un allarme fondato e chi la liquidava come un’esagerazione utile a promuovere i prodotti della stessa Anthropic. Lo stesso dibattito si è riacceso nei giorni scorsi, quando la dichiarazione è tornata a circolare sui social senza che venisse specificato che risale a sette mesi fa.
Fonti: The Economist, Entrepreneur, Yahoo Finance.
Foto: Simon Walker / No 10 Downing Street, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.





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