Meta ha raggiunto un accordo con un gruppo di Stati americani per chiudere il processo sui presunti danni causati ai minori da Instagram e Facebook, evitando un verdetto che rischiava di costarle molto di più. L’intesa, annunciata il 26 agosto, prevede un pagamento fino a 18 miliardi di dollari in dieci anni e una serie di cambiamenti alle funzioni pensate per gli utenti più giovani.
Un processo aperto nel 2023
La causa era partita nel 2023, promossa da una coalizione di procure generali statunitensi, a cui altri Stati si sono aggiunti nel tempo. Secondo l’accusa, Meta avrebbe progettato deliberatamente Instagram e Facebook per generare dipendenza nei più giovani — attraverso lo scorrimento infinito dei contenuti, gli algoritmi di raccomandazione e le notifiche frequenti — pur conoscendone i rischi, e avrebbe raccolto dati di minori di 13 anni senza il consenso dei genitori, in violazione della legge federale statunitense sulla privacy dei minori online (COPPA).
Il processo era iniziato il 13 febbraio 2026 in un tribunale federale di Los Angeles. Tra le testimonianze più citate, quella dell’ex ingegnere Meta Arturo Béjar, secondo cui l’azienda sapeva, da propri studi interni, che i giovani utenti erano esposti a contenuti dannosi molto più spesso di quanto dichiarato pubblicamente.
Quanto pagherà Meta, e come
L’accordo prevede fino a 18 miliardi di dollari, distribuiti in rate annuali nell’arco di dieci anni: circa 12,7 miliardi sono dovuti comunque, mentre la parte restante (circa 5,3 miliardi) scatterà solo se anche YouTube e TikTok, non coinvolti in questo accordo, adotteranno misure di tutela equivalenti per i minori.
È una cifra lontana dai circa 200 miliardi di dollari che gli Stati avevano indicato come richiesta prima del processo, e ancora di più dal tetto teorico di 1.400 miliardi di dollari che, secondo i calcoli della stessa Meta esposti nei documenti pre-processuali, lo schema di danni proposto dagli Stati avrebbe potuto in teoria produrre. Come da prassi in accordi di questo tipo, Meta non ammette responsabilità.
Cosa cambia per gli adolescenti su Instagram e Facebook
Tra le misure previste dall’accordo:
- un limite giornaliero di default di due ore su Instagram e Facebook per gli account dei minorenni, con avvisi a 60, 90 e negli ultimi 15 minuti, superabile solo con l’autorizzazione di un genitore;
- una modalità notte che blocca l’accesso tra mezzanotte e le 6 del mattino, e una modalità scuola che disattiva le notifiche in orario scolastico;
- la possibilità di nascondere di default il conteggio dei like e delle reazioni sui contenuti dei minorenni;
- restrizioni sui filtri di bellezza più estremi;
- strumenti più efficaci per verificare l’età reale degli utenti e per impedire ad adulti sconosciuti di cercare o seguire account di minori;
- controlli parentali rafforzati e tempi di risposta più rapidi alle segnalazioni di contenuti dannosi.
Le famiglie, fuori dal tribunale
Ad accompagnare il processo, in un parco a un isolato dal tribunale di Los Angeles, è stata allestita il 13 febbraio 2026 un’installazione chiamata “Lost Screen Memorial”, promossa dalla fondazione Archewell: una cinquantina di smartphone giganti e illuminati, ciascuno con il volto di un minore la cui famiglia attribuisce la morte a un uso compulsivo dei social network.
Perché conta
Al di là della cifra, il valore dell’accordo — descritto da diverse testate internazionali come il più grande risarcimento mai pagato da un’azienda tecnologica su un tema di sicurezza dei minori — sta soprattutto nel precedente: per la prima volta una piattaforma di queste dimensioni accetta, pur senza ammettere colpe formalmente, di introdurre limiti strutturali e verificabili all’uso dei propri prodotti da parte dei minorenni. Resta da vedere se TikTok e YouTube seguiranno la stessa strada: è proprio da questo, per contratto, che dipende l’ultima parte dei 18 miliardi.
Fonti: CNN Business, TechCrunch, NPR, Washington Post, Fortune.
Foto: Nokia621, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.





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