Venerdì 16 ottobre 2026Anno I · Edizione online

Parcheggio sotto Prato Giardino: 208 posti su due piani e un costo di 5 milioni

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Illustrazione: sezione trasversale di un parcheggio interrato a due piani sotto un parco urbano con alberi ad alto fusto

Il parcheggio interrato sotto Prato Giardino ha un numero: 208 posti, su due piani da 104. E ha un costo: circa cinque milioni di euro. A dirlo è stato l’assessore ai lavori pubblici Stefano Floris, in consiglio comunale il 17 settembre, rispondendo a un’interrogazione del consigliere del Partito democratico Alvaro Ricci. Le parole che seguono sono trascritte dalla registrazione ufficiale della seduta, pubblicata dal Comune sul portale dello streaming consiliare.

Fino a quel pomeriggio l’opera esisteva soltanto come intenzione: un emendamento al bilancio, un incarico professionale affidato a novembre 2025, e qualche aggiornamento verbale in aula. Ora esiste un documento approvato dalla giunta, con un’ipotesi scelta fra altre e un quadro economico.

Che cosa ha detto l’assessore

Floris ha spiegato che l’amministrazione si è mossa subito dopo l’approvazione dell’emendamento e che «siamo praticamente arrivati all’approvazione del DOCFAP, che è il documento di fattibilità delle alternative progettuali». Il passaggio successivo è già avvenuto: «La giunta comunale ha approvato questo documento proprio recentemente, con la realizzazione di un parcheggio da 208 posti, un parcheggio multipiano sotto Prato Giardino».

Il documento di fattibilità delle alternative progettuali è il primo atto tecnico di un’opera pubblica: mette a confronto più soluzioni e ne indica una. Non è un progetto, non autorizza lavori e non impegna soldi. Serve a stabilire che cosa si vuole fare, e con quale ordine di grandezza di spesa.

L’ordine di grandezza, per Prato Giardino, è questo: «Il quadro economico prevede un investimento di circa 5 milioni, di cui 3 milioni e mezzo per lavori e circa un milione e mezzo per spesa a disposizione dell’amministrazione». Le somme a disposizione sono la parte che non va all’impresa: progettazione, direzione dei lavori, imprevisti, Iva.

Sulla scelta fra le alternative, l’assessore è stato esplicito: «L’amministrazione ha scelto il multipiano con 208 posti, con 104 posti a piano, perché era un giusto rapporto tra l’investimento da fare e il risultato che poi si sarebbe ottenuto». E ha aggiunto che l’intervento si farebbe «senza interferire minimamente con le alberature storiche di Prato Giardino», perché «verrà esattamente mantenuto lo stato delle alberature attuali».

Floris non ha nascosto la difficoltà dell’opera, per la posizione e per la realizzazione in sé. Sul percorso che resta da fare ha indicato tre tappe: «I passi successivi saranno legati all’approvazione di un DIP, di un PFT e poi del progetto esecutivo». Documento di indirizzo alla progettazione, progetto di fattibilità tecnico-economica, progetto esecutivo. Nessuna data è stata associata a nessuna delle tre.

Da dove nasce: un emendamento e un incarico da 13.520 euro

L’origine dell’opera è un emendamento presentato dal gruppo del Partito democratico e approvato dal consiglio comunale. Lo ha rivendicato Ricci in aula: «Grazie al mio emendamento approvato all’unanimità, credo, dal consiglio comunale».

Il passaggio successivo è documentato. Il 21 novembre 2025 il Comune di Viterbo ha pubblicato sulla Piattaforma di pubblicità a valore legale dell’Anac l’esito di un affidamento diretto per l’«elaborazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) avente ad oggetto la realizzazione di un parcheggio multipiano interrato nel parco urbano di Prato Giardino». L’importo dell’affidamento è di 13.520,00 euro, il codice identificativo di gara è B8D21D8BF2, e l’incarico è andato a Progetti d’ingegneria studio associato. L’affidamento è avvenuto senza gara, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, lettera b) del codice dei contratti pubblici, che lo consente per i servizi di importo inferiore a 140 mila euro.

È da lì che viene la cifra di 16.494,40 euro circolata sulla stampa locale al momento dell’incarico: è lo stesso affidamento visto con l’Iva al 22 per cento. Il compenso professionale netto è di 13 mila euro, ai quali si aggiungono il 4 per cento di cassa previdenziale e poi l’imposta.

Il rapporto fra quell’incarico e l’opera è quello fra uno studio e un cantiere: 13.520 euro per decidere che cosa costruire, cinque milioni per costruirlo. I secondi, al momento, non esistono in nessun bilancio.

Ricci: 208 posti sono pochi, e manca il collegamento con la Rocca

Il consigliere che ha chiesto l’aggiornamento non si è dichiarato soddisfatto solo del numero. «Esprimo soddisfazione per l’avanzamento della progettazione, a testimonianza che l’intuizione era giusta, era fattibile», ha detto Ricci. Poi ha chiesto di rivedere la dimensione: «Io la inviterei a riflettere, a verificare su un aumento dei posti auto».

La ragione è economica. Nell’idea del proponente il parcheggio dovrebbe reggersi in parte sulla vendita dei posti ai privati e in parte servire come parcheggio di scambio; e 208 posti, per Ricci, sono troppo pochi perché le due cose convivano: «Credo che con 200 posti questa sinergia tra la vendita e i parcheggi di scambio la vedo abbastanza complicata». Ha chiesto quindi ai tecnici di valutare se si può allargare la superficie «senza fare un ulteriore piano interrato», estendendola ad altri tratti del parco, anche per un effetto di scala: «Se aumentiamo il numero dei posti potrebbe anche diminuire il costo a posto macchina».

Sul costo unitario Ricci ha fatto un conto a voce: «Con i 5 milioni e i 200 posti macchina, stando intorno ai 20 mila euro a posto macchina, un intervento credo che ci può stare». Il conto esatto è un po’ diverso: cinque milioni divisi per 208 posti fanno poco più di 24 mila euro a posto; contando i soli lavori, 3,5 milioni, si scende a circa 16.800. I 20 mila stanno in mezzo.

Per sapere se è un costo normale serve guardare fuori. A inizio settembre, quando abbiamo contato i posti della città, abbiamo messo a confronto il costo per stallo di interrati davvero costruiti: il Novi Park di Modena è costato circa 17.500 euro a posto auto, il San Martino a Genova poco meno di 33.000, il San Giusto a Trieste — scavato in centro storico — oltre 57.000. I 24 mila di Prato Giardino stanno nella parte bassa della forbice.

La forbice è così larga per una ragione che a Viterbo è già costata un’opera: quanto costa scavare dipende da che cosa c’è sotto. Negli anni Novanta l’interrato al Sacrario si fermò proprio per questo, perché sotto piazza Martiri d’Ungheria il terreno è fatto di materiali di riporto delle demolizioni del dopoguerra. Che cosa ci sia sotto Prato Giardino non lo sappiamo: il documento che lo ha studiato non è pubblico.

La richiesta più concreta però è un’altra, e riguarda il pezzo che nel quadro economico non si vede. Ricci ha chiesto all’assessore «di inserire la possibilità di un collegamento diretto tra Prato Giardino e piazza della Rocca», con scale mobili, spiegando che senza quello il parcheggio serve a poco: «L’obiettivo finale di quel parcheggio è rendere piazza della Rocca veramente un centro commerciale diffuso all’aperto». Floris, nella sua risposta, del collegamento non aveva parlato: è Ricci stesso a farglielo notare, chiedendoglielo «visto che non ne ha parlato».

È un tema su cui la città ha già un precedente, e non è incoraggiante nel modo che ci si aspetterebbe. Il parcheggio di Valle Faul, il più vicino al centro storico, la risalita meccanica ce l’ha. Ma, come abbiamo raccontato a settembre, resta soprattutto un luogo di passaggio: ci si parcheggia, si attraversa, si prende l’ascensore. Il collegamento, da solo, non è bastato a far vivere lo spazio.

Quanti posti ha Viterbo oggi

Per capire che cosa cambierebbero 208 posti serve sapere da dove si parte. A inizio settembre abbiamo contato una per una le aree di sosta gestite dal Comune: sono 47, per 1.705 posti complessivi, di cui 75 riservati ai disabili. Tutte a pagamento dalle 8 alle 20, festivi compresi. La più grande è quella del Sacrario, con 380 posti. Gli stalli riservati ai residenti sono 25 in tutto, e stanno tutti nello stesso punto, a largo Cavalieri Costantiniani.

Su quella base, 208 posti valgono un aumento di circa il 12 per cento dell’offerta comunale. È molto per una singola opera, ed è poco rispetto al modo in cui la città usa oggi le aree che ha già: metà del parcheggio del Carmine è occupata da mezzi di una ditta di logistica.

Prato Giardino, intanto, non è l’unico multipiano in cantiere sulla carta. Il 17 gennaio 2026 la giunta ha approvato il documento di indirizzo alla progettazione per un parcheggio multipiano nell’area del deposito Francigena, vicino alla stazione di Porta Romana. In quell’occasione il Comune ha diffuso un comunicato con le parole della sindaca Chiara Frontini: «La realizzazione di posti auto in un’area così strategica rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la piena funzionalità del centro storico». Per quell’opera non sono stati resi noti né il numero di posti né il costo.

La cornice di tutto questo è il piano urbano della mobilità sostenibile, adottato dalla giunta con la delibera numero 55 del 25 febbraio 2026.

Che cosa non si sa ancora

Restano fuori dalla risposta dell’assessore tre cose, e non sono dettagli.

La prima è la copertura finanziaria. Cinque milioni non risultano stanziati: non è indicato un fondo statale, regionale o europeo, né un mutuo, né una quota di bilancio comunale. L’ipotesi che è circolata in aula — vendere una parte dei posti per finanziare l’opera — è un’idea del proponente, non una delibera.

La seconda sono i tempi. Fra il documento di fattibilità e un cantiere ci sono tre atti tecnici e una gara, e nessuno dei passaggi ha una data.

La terza è la pubblicità del documento. L’assessore ha detto in aula che il documento è allegato e consultabile da chiunque. La delibera di giunta che approva il DOCFAP non compare però fra le notizie pubblicate dal Comune sul proprio sito, e la ricerca interna del portale istituzionale, interrogata su «DOCFAP» e su «alternative progettuali», non restituisce alcun risultato. Per il parcheggio del deposito Francigena, a gennaio, un comunicato era stato diffuso. Per quello di Prato Giardino, no.

Al Comune chiediamo copia della delibera di giunta e del documento di fattibilità, e di sapere come si prevede di finanziare l’opera. Pubblicheremo integralmente la risposta appena ci verrà fornita, con i numeri veri del progetto: profondità, accessi, rampe, alberi interessati dal cantiere.

L’immagine di apertura è un’illustrazione generata al computer: è uno schema di come funziona un parcheggio interrato sotto un parco, non una fotografia di Prato Giardino né una rappresentazione del progetto, che non è stato reso pubblico.

Articolo di Redazione

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